Battibecco Annunziata-Roccella: la conduttrice sbotta e si scusa. Centro Destra attacca

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Mezz’ora di botta e risposta, scintille, con parolaccia finale: “E fatele queste leggi, c…o”. Così Lucia Annunziata ha concluso l’intervista a Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, andata in onda nel suo programma ‘Mezz’ora in più’, in diretta su Rai 3, il 19 marzo.

Lo scontro

Il tema – che ha contrapposto la giornalista e la ministra – era quello del riconoscimento dei figli delle coppie omogenitoriali, ma il confronto è diventato più aspro quando si è spostato sul terreno della maternità surrogata.
O “utero in affitto”, secondo l’espressione privilegiata dall’esponente del governo.

Incalzata dalle domanda, la ministra ha tenuto il punto e non è indietreggiata dalle sue posizioni. “Si tratta di decidere, e abbiamo delle soluzioni: il problema è se accettiamo o non accettiamo il mercato della maternità e della paternità”.
E qui Annunziata ha sbottato, richiamando il parere sul certificato di filiazione europea espresso dalla maggioranza in commissione politiche europee al Senato. “Prendetevi la responsabilità di farle queste leggi”. Quindi, la parolaccia. E subito il silenzio di entrambe.
Annunziata si è portata le mani alla bocca. “Oddio”, scusandosi per due volte. Chiedendo “perdono” a ministra e telespettatori.

Lucia Annunziata e Eugenia Roccella (Foto Ansa)

Critiche dal governo

Immediato il coro di critiche dai partiti di governo. “Turpiloquio usato per intimidire”, ha detto – citato da Ansa – Maurizio Gasparri di Forza Italia, accusando Annunziata di aver interrotto costantemente la ministra.
“È una vergogna che una persona del genere abbia in mano spazi del servizio pubblico. La stagione di ricambio dei vertici Rai diventa urgente perché c’è un abuso costante”, ha aggiunto.

“Conduzione ideologica e prevaricante” per Federico Mollicone di FdI, che ha espresso solidarietà a Roccella.
E i componenti della Lega in commissione di Vigilanza Rai hanno commentato: “atteggiamento intollerabile, troppi giornalisti del servizio pubblico credono di essere al Nazareno”.