La California scende in campo a favore degli editori. Lo stato americano, racconta il Washington Post, è al lavoro per una proposta di legge che costringa i giganti digitali come Facebook e Google a pagare gli editori per i contenuti pubblicati online.
Cosa prevede l’iniziativa
Il California Journalism Competition and Preservation Act prevede una sorta di “tassa per l’uso del giornalismo” da applicare ogni volta che le big tech pubblicano pubblicità accanto ad articoli, e che gli editori dovranno reinvestire in attività giornalistiche.
Il disegno di legge consentirebbe agli editori anche di attuare contrattazioni collettive con le big tech.
L’opposizione delle big tech
In diversi paesi, su scala internazionale, sono state avanzate proposte di legge simili, per obblicare i giganti digitali a condividere una fetta maggiore dei loro ricavi pubblicitari con gli editori. E ora, rimarca il giornale, il progetto di legge, primo a livello statale, potrebbe innescare un nuovo scontro tra i media e la Silicon Valley.
Dal canto loro, le big tech non hanno rilasciato nessun commento sulla proposta californiana, ma in altri paesi hanno minacciato di rimuovere le notizie – passando a volte alle vie di fatto – in caso di approvazione di leggi simili.
L’ipotesi di dover affrontare ultimatum anche in America non è stata esclusa di Danielle Coffey, vicepresidente esecutivo della News Media Alliance, che nel paese rappresenta giornali e gruppi media.
“Mi aspetto assolutamente che minaccino di privare gli utenti statunitensi delle notizie a causa della loro riluttanza a pagare”, ha commentato.
NetChoice, gruppo che ha tra i membri Meta, Google e Amazon ha criticato la misura, sottolineando che “danneggerebbe la libertà di parola online creando una classe speciale di media preferiti dal governo”.


















