Fake news, appello a Big Tech: servono risorse. Piattaforme sono campi battaglia

Condividi

I governi di 8 paesi dell’Est Europa, tra cui l’Ucraina, chiedono più impegno alle piattaforme web. Servono risorse e un “approccio globale”

Le Big Tech uniscano le forze con “i governi democratici e la società civile” e lavorino insieme per “proteggere l’integrità delle informazioni e garantire la sicurezza delle nostre società”. È la richiesta contenuta in una lettera aperta firmata dai premier di Ucraina, Moldavia, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Slovacchia, Repubblica Ceca e indirizzata agli Ad delle società di social media.

Big tech come “campi di battaglia virtuali”

Le piattaforme digitali, si legge nella lettera citata da Reuters, sono diventate dei “campi di battaglia virtuali” utilizzati da “potenze straniere ostili” con l’obiettivo di “diffondere false narrazioni” per “destabilizzare i nostri Paesi, indebolire le nostre democrazie, far deragliare l’adesione della Moldavia e dell’Ucraina all’Ue e indebolire il nostro sostegno all’Ucraina durante la guerra di aggressione della Russia”.

Servono più risorse

“Le piattaforme, si legge ancora, dovrebbero dedicare personale e risorse finanziarie adeguate per rispondere efficacemente alle sfide della moderazione dei contenuti”.
Pur riconoscendo gli sforzi compiuti dalle Big Tech per contrastare la disinformazione, i premier chiedono quindi l’adozione di “misure concrete per impedire che i propri servizi vengano utilizzati come strumenti e mezzi per promuovere obiettivi dannosi. Ciò include l’astenersi dall’accettare pagamenti da individui sanzionati per le loro azioni contro la democrazia e i diritti umani”.

I premier chiedono inoltre di “affrontare la crescente minaccia per le democrazie rappresentata dai deepfake e da altri pezzi di disinformazione generati dall’intelligenza artificiale, in particolare da attori stranieri ostili”.
“Per rispondere a questi problemi, concludono, è necessario un approccio globale coerente alla regolamentazione e all’autoregolamentazione da parte delle Big Tech”.