Aleksander Čeferin e Gabriele Gravina

Aleksander Ceferin confermato presidente Uefa fino al 2027. Gabriele Gravina vice

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Aleksander Ceferin è stato confermato presidente della Uefa per altri quattro anni, fino al 2027. Il 55enne sloveno, unico candidato al 47° congresso ordinario della Federcalcio europea in corso a Lisbona, è stato eletto per acclamazione. Ceferin è stato votato la prima volta il 14 settembre 2016, poi la prima riconferma il 7 febbraio 2019, in occasione del 43° Congresso Ordinario svoltosi a Roma.

Gabriele Gravina

Nella conferenza stampa per la sua rielezione, Ceferin ha comunicato che Gabriele Gravina è stato ufficialmente nominato vicepresidente insieme alla gallese Laura McAllister.

“Il calcio è cambiato, è uno specchio della società. Stiamo correndo verso una globalizzazione galoppante e tutto questo implica, benefit e rischi, non dimentichiamolo. Il calcio europeo è già globale, ne stiamo pagando il prezzo. C’è stato il tentativo di creare un nuovo modello rispetto a quello che conosciamo così bene. Il nostro modello è basato sul merito sportivo, sempre”. Lo dice – ripreso da Adnkronos – Ceferin nel suo discorso a Lisbona durante il congresso annuale della Federcalcio europea che lo ha rieletto fino al 2027. “Il merito non può essere un diritto acquisito, può essere solo guadagnato, stagione dopo stagione -aggiunge il 55enne sloveno-. Non c’è spazio per dei cartelli, in questo continente. Crediamo di averlo fatto capire, tutti insieme. Il calcio fa parte delle nostre radici, è l’ultimo asset pubblico che va privatizzato. Appartiene a tutti quelli che amano questo sport meraviglioso. Dobbiamo far sì che l’interesse di tutti prevalga su quello dei privati”.

Non deve crescere gap tra club ricchi e poveri, serve classe media

“Dobbiamo ringraziare che ci sia l’Eca a supportarci e per questo ringrazio Nasser (Al Khelaifi, il presidente di Eca e Paris Saint Germain ndr), questo modello calcistico è importante e questa cooperazione è straordinaria. Bisogna capire che la classe media è fondamentale per mantenere l’equilibrio, sia nella società che nel calcio”.

“Se il gap fra i club ricchi e poveri continua a crescere, se non facciamo niente per il declino della classe media – come nella società – il modello è in pericolo e tutta la piramide rischia di cadere -sottolinea il 55enne sloveno-. Questo è il motivo per cui abbiamo, negli ultimi due anni, istituito un meccanismo di solidarietà, inserendo una nuova competizione così da ammettere più club possibili alle belle serate della Uefa. Il lancio della Conference è stato un successo. Salvare la classe media è la vera sfida”.