Esports, i gamer chiedono il riconoscimento professionale

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Riconoscere lo status di sportivo professionista ai videogiocatori. È l’ambizione condivisa da tutti gli attori del settore esport e gaming, che non intendono lasciarsi scappare il treno della Riforma dello Sport la cui entrata in vigore è prevista per il 1 luglio 2023. A questo scopo, Osservatorio Italiano Esport (Oies) ha preso parte all’audizione della Commissione Cultura – tenutasi per discutere la Riforma – per presentare la proposta di professionalizzazione dei giocatori a “tempo pieno”.

Pur non appartenendo ad una categoria professionale, i team di player godono della benedizione di un numero crescente di brand che oltre alle sponsorizzazioni hanno imparato a cogliere le altre opportunità di investimento (vedi le iniziative in ambito Fashion gaming).

Il fondatore di Oies Luigi Caputo

Inquadrare i videogiocatori sul piano contrattuale, fiscale e previdenziale, è considerata la conditio sine qua non per la sopravvivenza stessa del settore degli sport digitali. A questo proposito, il fondatore di Oies Luigi Caputo ha dichiarato: “Senza l’inquadramento dei player, viene bloccata sul nascere la crescita del settore esports. La Riforma dello Sport è l’occasione di valorizzazione anche altre figure che accompagnano l’attività dei videogiocatori come coach, streamer e content creator. La naturale conseguenza sarebbe una crescita degli investimenti degli operatori”. Ha concluso Caputo.