La redazione della Nuova Ferrara invia a Mattarella una riflessione sulla crisi dell’editoria

Condividi

“Caro Presidente, siamo un gruppo di cronisti e lavoriamo nel settore che sta alla base dell’intero sistema della libera informazione tutelato dalla Costituzione”: comincia così la lettera consegnata al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in città nei giorni scorsi per l’inaugurazione dell’anno accademico di Unife.

La lettera, sottoscritta dalla redazione della Nuova Ferrara (Sae), è un invito alla riflessione sulla crisi che da oltre un decennio affligge il sistema editoriale, che evidenzia la progressiva erosione dei due pilastri economici su cui si reggono le aziende editoriali: la pubblicità e la vendita diretta (cartacea e online).

Con una concorrenza – rammenta la lettera ripresa da Ansa – spesso non regolata, dei nuovi canali di comunicazione sul web che ha accelerato una tendenza che toglie ossigeno all’informazione di base. “Le conseguenze che già stiamo sperimentando – sottolineano i giornalisti della Nuova Ferrara – sono quindi la tendenza alla riduzione dell’organico delle redazioni alle soglie minime per il lavoro quotidiano, in ottica di riduzione dei costi, e in parallelo i tentativi di diversificazione degli introiti da parte degli editori che rischiano di cambiare pelle alle aziende dell’informazione di base interferendo con la loro funzione istituzionale”.

Mattarella e la Rettrice di Unife, Laura Ramaciotti

Per questo motivo diventa importante, quindi, la ricerca di una nuova sostenibilità, anche con interventi pubblici, che vada oltre il sostegno alla transizione digitale: “Ci siano rivolti a Lei, Presidente, contando sull’attenzione e sull’interesse con i quali segue le dinamiche dell’informazione, per una riflessione sui rischi, molto concreti e ravvicinati nel tempo, di queste dinamiche e sull’esigenza d’individuare un nuovo modello di sostenibilità finanziaria, organico e strutturale, a nostro avviso da garantire anche con risorse pubbliche, per il sistema dell’informazione di base, al di là del necessario sostegno alla transizione digitale”.