Bob Iger (foto Ansa)

Disney, giro di nomine dopo i primi licenziamenti

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L’entertainment company ha scelto per la prima volta un responsabile per lo sviluppo del suo brand e cambia la guida della divisione streaming

Dopo la prima fase di licenziamenti, giro di nomine in Disney. La media company ha annunciato la nomina di Asad Ayaz come chief brand officer e quella di Joe Earley alla guida della divisione streaming.

Il ruolo di Ayaz

E’ la prima volta che Disney nomina un chief brand officer. Nel ruolo Ayaz, a diretto riporto di Bob Iger si occupa dello sviluppo del marchio dell’entertainment company a livello globale, attraverso campagne di marketing, partenership, sviluppando anche una strategia digitale per i social della compagnia. A lui anche il compito di seguire le sinergie aziendali e le attività di analisi e ricerca di mercato.

In Disney da 18 anni, negli ultimi 6 anni ha ricoperto la carica di president of Marketing for The Walt Disney Studios, ruolo che continuerà a ricoprire seguendo le attività di marketing legate a film e serie prodotte dalle varie divisioni della media company – comprese Pixar, Marvel, Lucasfilm e 20th Century Fox.

Earley allo streaming

Sul fronte streaming, settore che Bob Iger (nella foto) ha indicato come uno dei pilastri per il futuro della società, Joe Earley ha assunto la carica di president direct-to-Consumer, Disney Entertainment, area che comprende Hulu e Disney+, sostituendo Michael Paull, che lascia il gruppo dopo sei anni.

Nel ruolo Earley, in Disney dal 2019, riporta direttamente ai co-chairman Alan Bergman e Dana Walden e si occupa di lavorare all’espansione dell’offerta streaming, che fin dal suo ritorno alla guida di Disney, l’ad Bob Iger ha indicato come uno dei pilastri per il futuro della società.

Il futuro di Hulu

Attuale president di Hulu, continuerà anche a ricoprire questa posizione, fino alla nomina di un nuovo vertice.
A proposito di Hulu, nelle scorse settimane diversi media americani avevano riportato la notizia di un possibile interesse di Disney a cedere la sua quota a Comcast. I due broadcaster, ricordiamo, sono compropietari del servizio, rispettivamente con una quota del 67%, Disney, e del 33% Comcast.