Caso Giletti. Gli auguri di Cairo, la risposta del conduttore, le ragioni…

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I vertici della rete colti alla sprovvista per lo stop alla trasmissione. Fremantle avvisata con una mail

Da ieri si fa un gran parlare di Massimo Giletti e della improvvisa sospensione della sua trasmissione ‘Non è l’arena’, che dalla prossima domenica non sarà più in onda su La7.
Laconico il comunicato dell’emittente: “La7 ringrazia Massimo Giletti per il lavoro svolto in questi sei anni con passione e dedizione. Il conduttore rimane a disposizione dell’azienda”.

Ipotesi sulla rottura

Giletti era approdato su La7 sei anni fa, quando, lasciata la Rai nel 2017 – perché il suo modo di fare giornalismo non piaceva al potere politico di allora -, lo aveva rilanciato Urbano Cairo, riportandolo in onda in prima serata.

Ma il rapporto tra i due, che sembrava inossidabile, è finito male.

Un caustico Urbano Cairo all’Ansa ha dichiarato che “Giletti ha condotto in 6 anni 194 puntate di “Non è l’Arena” dove ha potuto trattare in totale libertà tutti gli argomenti che ha voluto inclusi quelli relativi alla Mafia sulla quale ha fatto molte puntate, con tutti gli ospiti che ha voluto invitare. Gli auguro di trovare la stessa libertà incondizionata nella sua prossima esperienza televisiva o di altro genere”.

A motivare una rottura così brusca possono esserci motivi seri che nessuna delle due parti ha spiegato.
Si sono fatte illazioni di vario genere, smentite dallo stesso Giletti. Da una presunta indagine della Dia per le testimonianze del pentito di Mafia Salvatore Baiardo su Matteo Messina Denaro rilasciate in trasmissione, alle modalità di pagamento poco trasparenti dell’ospite.
Fino alla presunta trattativa avviata dal conduttore per tornare in Rai col favore nella nuova congiuntura politica. Ipotesi quest’ultima che ha visto seccate e decise smentite da Roberto Sergio e Giampaolo Rossi, futuri amministratori della Rai, oltre che dal conduttore.

Sorpresa a La7

Giletti doveva andare in onda fino a metà giugno: erano previste ancora 10 puntate, che saranno rimpiazzate probabilmente da film.
A La7 la sospensione del programma è stata una bomba per tutti. Non ne era stato messo al corrente né l’ad Marco Ghigliani, né il direttore Andrea Salerno che ora deve cercare di inventarsi qualcosa per le serate mancanti.
Mentre Fremantle, il produttore del format, è stato informato dell’interruzione immediata del programma con una Pec.

C’è anche chi sostiene che tutto nasca da una valutazione economica del programma e dello storico della raccolta pubblicitaria di Giletti – che ha un target diverso da quello predominante su La7 – , inferiore alle aspettative.

Valerio Staffelli consegna il Tapiro d’oro a Massimo Giletti,

Botta e risposta Cairo-Giletti

Nelle ultime ore Giletti e Cairo sono stati protagonisti di un botta e risposta a distanza.
Destinatario di un tapiro d’oro da ‘Striscia la notizia’, il conduttore, pungolato da Valerio Staffelli, ha ironizzato sul fatto che possa esserci Fabio Fazio “come mandante dietro alla rottura con La7.
“E Fazio andrebbe a La7? Neanche i Dumas padre e figlio potrebbero scrivere una sceneggiatura di questo tipo. Ma Cairo è più bravo ancora”, la replica di Giletti, che poi ha aggiunto: “Magari vengo a Mediaset”.
“Bisogna chiedere a Cairo il perché mi abbiano mandato via, forse l’ha fatto perché sono juventino”, ha continuato. Alla domanda sulla discussa messa in onda dello speciale su Messina Denaro, Giletti ha replicato: “L’Italia non è ancora pronta ad ascoltare certe verità, fa più comodo tenerle nei cassetti”.

La risposta di Cairo, come detto via Ansa, si è conclusa con l’augurio “di trovare la stessa libertà incondizionata nella sua prossima esperienza televisiva o di altro genere”.