John Elkann (Foto Ansa)

Exor: utile a 4,2 miliardi. Elkann: 1 miliardo sul settore salute

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Nella lettera agli azionisti, Elkann passa in rassegna le attività della holding. Tra le difficoltà della Juve, i risultati positivi di Stellantis e Ferrari, annuncia la nascita della società di gestione patrimoniale Lingotto.
In arrivo per la holding un nuovo presidente

“Nel corso di questi ultimi quattro anni, abbiamo attraversato molte difficoltà, che, invece di risolversi, hanno continuato a intensificarsi”. A scriverlo, l’amministratore delegato di Exor John Elkann nella lettera agli azionisti che accompagna il bilancio 2022 della holding della famiglia Agnelli.
La guerra in Ucraina, le tensioni tra America e Cina e l’inflazione globale le principali problematiche che Elkann individua, passando in rassegna l’andamento della società e delle realtà che controlla.

I conti di Exor

Sul fronte economico, Exor ha chiuso il 2022 con un utile consolidato di 4,2 miliardi di euro rispetto a 1,7 miliardi di euro del 2021. Per la prima volta al 31 dicembre 2022 la posizione finanziaria è positiva per 0,8 miliardi (+4,7 miliardi rispetto alla posizione negativa per 3,9 miliardi di fine 2021).
La proposta di dividendo ordinario è di 100 milioni, pari a 0,44 euro per azione (0,43 nel 2022).

L’incremento netto di 2,5 miliardi di euro dell’utile è principalmente riconducibile alla plusvalenza netta realizzata dalla cessione di PartnerRe (2,4 miliardi).
“Il principale fattore che ha determinato la nostra performance quest’anno è stata la cassa, che a luglio 2022 rappresentava circa il 20% del nostro Gross Asset Value (Valore Lordo degli Attivi) a seguito della vendita di PartnerRe a Covéa per un corrispettivo totale in contanti di 8,6 miliardi di euro”, ha rilevato.

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Un miliardo investito settore salute

“Nel 2022 abbiamo approfondito la nostra conoscenza nel settore della salute (healthcare) e abbiamo investito quasi 1 miliardo di euro”. “È un settore che continuerà a crescere nei prossimi decenni, per rispondere alle esigenze di una popolazione globale che diventa sempre più anziana”, ha rilevato, ricordando l’acquisizione del 45% di Lifenet Healthcare, “società italiana che si occupa della gestione di cliniche e centri ambulatoriali”, mentre con Exor Ventures sono all’attivo “partnership con aziende healthcare che si trovano nella fase iniziale del loro sviluppo”.

Ferrari e Stellantis

Elkann ha passato poi in rassegna i risultati record di Ferrari e Stellantis. “Stellantis e Ferrari hanno chiuso il 2022 con risultati record. Abbiamo presentato i piani di sviluppo per il futuro”, ha ricordato.
Nel dettaglio, “Ferrari ha chiuso il 2022 con risultati record, tra cui il fatturato di 5,1 miliardi (+19% rispetto all’anno precedente) e un ebitda rettificato di 1,8 miliardi (margine del 35%)”, ha aggiunto, guardando soprattuto ai progetti futuri che riguardano l’elettrico: “entro il 2026 i motori a combustione interna rappresenteranno il 40% dell’offerta, mentre il restante 60% sarà costituito da ibridi e full electric.
Per quanto riguarda Stellantis, il 2022 ha registrato un fatturato netto di 179,6 miliardi (in crescita del 18% pro forma rispetto all’anno precedente). “Stellantis ha già consolidato la sua posizione nel mondo dell’auto come terzo operatore per fatturato e margine e, tenendo conto delle differenze di reporting tra i costruttori globali, come leader di mercato per quanto riguarda l’utile operativo assoluto.

La Juventus

Nel messaggio, passaggio dedicato anche alla Juventus, che “in misura maggiore rispetto a molte delle nostre società”, “si è trovata ad affrontare crescenti difficoltà interne ed esterne, che hanno messo il club a dura prova”.
Dalla perdita da 239 milioni nell’anno, all’assenza di titoli – “per la prima volta dal 2011 la squadra maschile non ne ha visto nessuno”, ha scritto -, Elkann ha ricordato come le maggiori problematiche siano arrivate dalle “azioni legali contro il club”.

“La Juventus nega ogni illecito”, ha chiosato, ricordando lo sciogliemento del vecchio Cda e la nomina di nuovi amministratori, con Gianluca Ferrero, presidente e Maurizio Scanavino, ad.
A proposito di Scanavino, Elkann ha segnalato che è “anche alla guida della nostra media company Gedi, dove sta portando avanti con successo un piano di rilancio”.
Di Gedi, nessuna altra menzione nel testo.

Premier League

Elkann ha inserito anche una riflessione sul calcio in Europa, guardando alla premier League come punto di riferimento. “Il calcio europeo continentale non riesce a tenere il passo con il crescente potere finanziario della Premier League, i cui ricavi si prevede supereranno di tre volte quelli della Serie A entro la fine della stagione in corso”, ha scritto, indicando il mercato come cartina di tornasole.
“Nella finestra estiva del 2022, la spesa lorda dei trasferimenti in Premier League è stata pari alla spesa totale di Serie A, La Liga, Bundesliga e Ligue 1 messe insieme”, ha rilevato. “E questa situazione è continuata nella finestra invernale, con il Chelsea che da solo ha speso più della somma complessiva di tutti i club di questi quattro campionati”.
“Il calcio è ancora in fase di transizione verso un’industria compiutamente professionistica: manca ancora di chiarezza nel suo complesso, e ciò sta creando tensioni finanziarie e regolamentari”, ha concluso.

Nasce Lingotto

In chiusura, Elkann ha annunciato anche la nascita, nel 2023, di “Lingotto, società di gestione patrimoniale alternativa interamente controllata da Exor, con circa 2,5 miliardi di euro di asset”, guidata da Enrico Vellano.

Al Lingotto, tra l’altro, il 30 novembre si terrà l’Investor Day di Exor. “Ci ritroveremo quest’anno al Lingotto, la gigafabbrica Fiat inaugurata un secolo fa, nel 1923”.

Il nuovo consiglio: Nohria presidente

Nell’occasione, Exor ha comunicato che proporrà all’assemblea generale la nomina di Nitin Nohria per la carica di presidente e consigliere senior non esecutivo.
Con lui, si specifica, saranno proposti inoltre Sandra Dembeck e Tiberto Ruy Brandolini D’Adda come nuovi consiglieri non esecutivi.

Chi è Nohria

Nohria prende il posto di Ajay Banga che, prossimo presidente della Banca mondiale, non si ricandiderà in Cda.
Banga, ricordiamo, aveva assunto la presidenza a maggio 2022, quando la holding aveva riorganizzato il vertice, separando i ruoli di presidente e amministratore delegato.

Classe 1962, scrive Ansa, Nohria è stato preside della Harvard Business School. È anche professore di amministrazione di George F. Baker. È coautore di 16 libri e oltre 100 articoli. È stato direttore non esecutivo di Tata Sons.
Ricopre il ruolo di presidente esecutivo di Thrive Capital, società di venture capital di New York, e siede nel consiglio di amministrazione di Anheuser-Busch InBev, Bridgespan, Rakuten Medical e del Brigham del Massachusetts.

Prima di entrare alla Harvard Business school, Nohria ha ricevuto il suo Ph.D. (1988) alla Scuola di management dell’Istituto di tecnologia Massachusetts e un B. Tech (1984) in ingegneria chimica dall’Istituto indiano di tecnologia di Bombay.