Elon Musk (foto Ansa)

AI, Musk al lavoro TruthGpt, suo chatbot ‘in cerca della verità’

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I piani di Elon Musk per la sua azienda di intelligenza artificiale stanno iniziando a prendere forma. Dopo aver fondato silenziosamente la compagnia X.AI Corp, l’imprenditore ha affermato di voler “creare una terza opzione” nel campo dell’intelligenza artificiale generativa e conversazionale, per concorrere con OpenAI e Google.

La “verità” di Musk

In un’intervista a Fox News, spiega Ansa, Musk ha lanciato l’idea di chiamare il suo chatbot “TruthGpt”, un progetto che si porrebbe l’obiettivo di creare “la massima intelligenza artificiale in cerca di verità, che voglia comprendere la natura dell’universo” e che “si spera faccia più bene che male”.

Il miliardario si è detto preoccupato che ChatGpt “venga addestrata per essere politicamente corretta”, pericolo che lui vuole scongiurare. Per Musk l’intelligenza artificiale è “più pericolosa” delle auto o dei razzi e ha il potenziale per distruggere l’umanità.

Le mire sull’AI

Non è chiaro quanto ci sia di vero dietro l’annuncio di TruthGpt, anche considerando il fatto che Musk non è nuovo ad annunciare progetti ambiziosi poi non finalizzati.
Musk ha riconosciuto di essere in ritardo nel campo, visto che altre organizzazioni hanno già rilasciato i loro progetti e sono in uno stato “più avanzato”.

Ad ogni modo, le speculazioni sulle sue mire nell’ambito dell’intelligenza artificiale sono aumentate di recente.
Prima di tutto, per la nascita dell’azienda X.AI Corp. Secondo un documento commerciale del Nevada, la società è stata costituita il 9 marzo e vede Musk come direttore e il suo consigliere di lunga data, Jared Birchall, come segretario.

Qualche giorno fa, il magnate ha acquistato migliaia di Gpu, le unità di elaborazione grafica usate anche per potenziare algoritmi di IA, da integrare un giorno in Twitter, oltre ad aver assunto alcuni ricercatori di DeepMind per un progetto ad oggi sconosciuto.

I precedenti con OpenAI

Musk tra l’altro ha avuto a che fare in passato con OpenAI, la società sviluppatrice di ChatGpt, di cui è stato co-fondatore. Successivamente ne ha preso le distanze per divergenze con gli altri soci.
Di recente, ha criticato la fondazione per aver collaborato con Microsoft nel lancio del motore di ricerca Bing potenziato dal chatbot della società.