Il Garante Privacy Pasquale Stanzione (foto Ansa)

ChatGpt, Garante: limitazione provvisoria. Da Italia ‘terza via’ tra Usa e Cina

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Stop motivato dall’urgenza, spiega il Garante a Repubblica. Invitando la piattaforma a fare passi avanti

“È la pluralità, la convergenza e la gravità delle implicazioni delle possibili violazioni ad avermi indotto a procedere in via cautelare, provvisoria e d’urgenza”. Lo sostiene il presidente dell’ Autorità garante della privacy, Pasquale Stanzione, intervistato da Repubblica, sullo stop a ChatGpt.

Verifiche e dati

“La verifica dell’età dell’utente è un aspetto rilevante”, ha aggiunto. “Abbiamo chiesto alla piattaforma di indicare un metodo che riduca il rischio di false dichiarazioni. E soprattutto che gli utenti siano chiaramente informati che i loro dati vengono usati per un preciso scopo, l’addestramento dell’algoritmo”.

“La nostra, ha rimarcato, è una limitazione provvisoria”. Sostenendo ancora: “siamo pronti a riaprire a ChatGpt il 30 aprile, se c’è disponibilità da parte di OpenAI a fare utili passi. Mi pare che da parte dell’azienda ci sia, vediamo”.

L’Italia e una via Europea

“Siamo di fronte a una multinazionale che supera i confini geografici e i divieti dei singoli Paesi. Ma le regole europee, come il Gdpr, stanno facendo scuola nel mondo”, ha continuato.
“Come Italia indichiamo una via europea all’intelligenza artificiale, che prescinde dal liberismo accentuato statunitense come dal sovranismo autarchico della Cina o della Corea del Nord e si situa nel bel mezzo di questa nuova guerra fredda. La nostra è una strada intermedia, faticosa, per la libertà, la democrazia e la dignità della persona in Europa”.