Da Agcom nuove regole su tutela minori e lotta all’odio razziale

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Al via nuove regole dell’Agcom per rimuovere i video dalla rete a tutela dei minori. Il Consiglio dell’Autorità, con una delibera, ha approvato l’avvio di una consultazione pubblica sullo schema di regolamento in materia di programmi, video generati dagli utenti o comunicazioni commerciali audiovisive dirette al pubblico italiano e veicolate da una piattaforma il cui fornitore è stabilito in un altro Stato membro. La consultazione riguarda il regolamento di procedura per la rimozione di contenuti audiovisivi diffusi presso una piattaforma di condivisione video (cosiddetto video sharing platform) per la tutela dei minori; la lotta contro l’incitamento all’odio razziale, sessuale, religioso o etnico, nonché contro la violazione della dignità umana, e della tutela dei consumatori, ivi inclusi gli investitori.

Nel regolamento sottoposto a consultazione, nel caso siano riscontrati requisiti di gravità e urgenza, si legge in una nota, “si prevede che Agcom possa ordinare alla piattaforma la rimozione tempestiva del contenuto lesivo. Qualora non sussistano i requisiti di gravità ed urgenza, l’Autorità potrà comunque chiedere all’Autorità dello Stato membro in cui è stabilito il fornitore della piattaforma di video sharing di adoperarsi affinché il contenuto lesivo venga rimosso”.

Il regolamento sulle video sharing platform dà attuazione all’art. 41, comma 9, del d. lgs. 8 novembre 2021, n. 208 (c.d. Tusma), al fine di assicurare una tutela effettiva di diritti fondamentali degli utenti nei confronti dei fornitori delle video sharing platform stabiliti in un altro Stato membro, ma che si rivolgono al pubblico italiano (come, ad esempio, Youtube di Google, Facebook e Instagram di Meta, Tik-Tok della ByteDance e Twitch di Amazon). La consultazione pubblica avrà una durata di 30 giorni a partire dalla data di pubblicazione del provvedimento sul sito internet istituzionale dell’Autorità. Il provvedimento verrà contestualmente notificato alla Commissione europea ai sensi della Direttiva 2015/1535, trattandosi di un progetto di regolamentazione tecnica italiana riguardante i servizi della società dell’informazione.