L’aria che tira sui giornali. Il 25 aprile E ora notti insonni aspettando cosa potrà accadere domani

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Meno male che il conflitto esploso in Sudan, il terzo paese più grande del continente africano, ha avuto largo spazio anche sui nostri giornali evitando così che i lettori dovessero sorbirsi pagine dedicate al 25 aprile e all’infoiata di commenti su una più che motivata celebrazione che, ormai da molti anni, veniva considerata dalla stragrande maggioranza degli italiani più che scontata. E invece no: tutti svegli dal primo mattino per sapere, titola Repubblica, se la Meloni “abiurerà” finalmente il fascismo e, con essa, la secchiata di “ombre” che si è riversata su Presidente del Senato, Larussa e su altri dirigenti di Fratelli d’Italia che paiono intenzionati a “svicolare” sull’evento adducendo motivi e perplessità di vario genere per evitare la pressante “abiura” che persino il Quirinale, pur non pronunciando questa parola, riterrebbe molto utile se non addirittura indispensabile.


E allora come se la caverà domani il capo del primo governo di destra che abbia avuto l’Italia in questi 78 anni di Repubblica? Tutto fa pensare che se la caverà alla grande anche per non far torto ai suoi alleati di governo, Lega e Forza Italia, senza i cui voti si sfascerebbe la maggioranza. Magari utilizzando anche l’imbeccata mica male del quotidiano Libero secondo cui “il fascismo è morto” ma è anche arrivato il momento di “liberarsi del comunismo” che, da qualche parte, ancora si annida. Tanto per dire che non cambierà proprio niente perché semmai il problema del governo è ora quello di pagare il debito seguito alla promessa del ministro Giorgetti di “togliere le tasse alle famiglie che fanno figli” che, se davvero diventasse legge, meriterebbe una celebrazione simile a quella del 25 aprile.