Rishi Sunak (Foto Ansa)

Big Tech, anche Londra studia la stretta: multe fino a 10% del fatturato

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Sul modello del Dsa europeo, il governo di Rishi Sunak ha presentato un progetto di legge a tutela degli utenti

Non c’è solo l’Unione Europea, con il Digital Services Act, che si muove per regolamentare lo strapotere delle piattaforme web. Anche il Regno Unito si prepara a dare una stretta ai colossi del settore tech, con un disegno di legge che mira a rafforzare la tutela degli utenti d’internet e la concorrenza.

Multe più salate rispetto a quelle Ue

La proposta, presentata il 25 aprile, prevede maxi multe fino al 10% dei fatturati annuali delle holding titolari di social media e grandi servizi online pescate per esempio a spacciare abbonamenti truffa o a tendere trappole ai navigatori attraverso false recensioni positive.

Il provvedimento, racconta Ansa citando una nota del governo Tory, dovrebbe consentire alle autorità britanniche di mettere al bando recensioni dubbie o pubblicità ingannevoli al minimo sospetto; e agli utenti di cancellare con effetto immediato, e senza dover sottostare a clausole vessatorie, eventuali sottoscrizioni-trappola di servizi non graditi.

Previste pure regole più stringenti contro la posizione dominante d’un numero limitato di grandi gruppi sul mercato dei vari servizi digitali, sorvegliate da un nuovo dipartimento ad hoc (denominato Digital Markets Unit) da costituire come una task force interna alla Competition and Markets Authority (Cma), l’organismo regolatore indipendente per la concorrenza e il mercato.

Le indicazioni della Cma

Il testo è stato preparato sulla base di una serie d’indicazioni date dallo stesso organismo regolatore, in modo da cercare di assicurare meccanismi più severi, efficaci e immediati a garanzia dei diritti dei consumatori: senza costringerli ad avventurarsi in lunghe azioni giudiziarie nei confronti di aziende dal potere economico enorme.