Vera Jourova (Foto Ansa)

Twitter, timori Ue: quartiere di propaganda russa. Libertà di parola non è illimitata

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In un incontro con le agenzie di stampa la vicepresidente Jourova parla anche del social e dei timori sulla sua gestione. E su ChatGpt dice: noi i meglio attrezzati

ChatGpt, la libertà dei media, le querele bavaglio, Elon Musk e il futuro dei media indipendenti russi.
Sono alcuni dei temi che Vera Jourova, vice presidente della Commissione europea, ha affrontato in un’intervista organizzata dal gruppo di agenzie, tra cui Ansa, riunite nella European Newsroom, in vista della Giornata mondiale della libertà di stampa, in programma il 3 maggio.

ChatGpt

A proposito del ChatGpt, commentando la decisione del Garante della Privacy di bloccare il chatbot di Open AI, Jourova ha detto: “non possiamo impedire agli Stati membri di prendere tali decisioni quando vedono un rischio specifico”. “A livello europeo, ha aggiunto, credo che siamo più o meno il continente meglio attrezzato con l’AI Act e con l’AI Liability Act, in preparazione”, due strumenti “in grado di filtrare i grandi rischi e fermare l’uso pericoloso e lo sviluppo di pericolosi tecnologie”.

Progressi contro le querele bavaglio

“Il processo” per adottare la legislazione anti-Slapp contro le querele-bavaglio, “non è facile. Dobbiamo difendere con forza la proposta. Ma credo ancora che potremmo vedere dei progressi prima della fine del mandato di questa Commissione”, ha spiegato. “Non voglio che in Europa si abusi del sistema giudiziario contro i giornalisti e la libertà di parola”, ha rimarcato.

Tra le domande rivolte a Jourova, anche un riferimento alla perquisizione che nei mesi scorsi la polizia ha compiuto nella sede del ‘Domani’, per sequestrare un articolo riguardante il sottosegretario Claudio Durigon.
La Commissione europea “non può intervenire”, ha spiegato, “perché si tratta di un caso individuale nel campo delle forze dell’ordine”.
Jourova ha sottolineato come la Commissione europea abbia “cercato di trattare questo argomento nel Media Freedom Act” proposto lo scorso settembre perché “proponiamo di vietare l’interferenza politica nella vita dei media e nei contenuti editoriali”.
“Ci sono eccezioni legate al possibile sospetto di reato o che mettono in pericolo la sicurezza nazionale: questa – ha ammesso – sarà sempre la giustificazione che sentiremo dagli Stati membri quando accadono queste cose, che c’è in gioco la questione della sicurezza nazionale o qualche crimine”.

L’intervento su Musk

Jourova ha parlato anche di Twitter nella nuova era targata Elon Musk, non nascondendo le sue perplessità su cosa succedere con l’entrata in vigore del Dsa.
“C’è ancora spazio per il dialogo, vorrei tanto spiegare al signor Musk la nostra filosofia: noi difendiamo la libertà di parola, difendiamo la libertà di espressione. Ecco perché abbiamo creato un sistema così complicato, che è il codice di condotta” sulla disinformazione, ma “la libertà di parola nell’Ue non è illimitata”.

A febbraio l’esecutivo europeo ha pubblicato un rapporto che rivela come Twitter sia indietro nella lotta alla disinformazione, nonostante abbia sottoscritto un codice di condotta in merito. Jourova ha ribadito la delusione per l’impegno del social nel contrasto alla diffusione delle fake news, e ha detto di sentirsi “a disagio su Twitter, nel quartiere, ha detto, della propaganda aggressiva russa non regolamentata”.
“Non posso prevedere quel che succederà a Twitter con l’entrata in vigore della legge sui servizi digitali” ha proseguito Jourova, ma “paragonerei la situazione con la guida in autostrada: se superi la velocità, ricevi sanzioni e un giorno potresti essere privato della patente di guida. Questa è una visione generale di come il Digital Services Act verrà applicato in futuro nei casi di non conformità”.

Il futuro dei media indipendenti russi

Guardando alla situazione dei media indipendenti, Jourova ha sottolineato il desiderio di un impegno europeo “per proteggere quelle voci coraggiose”, accogliendo anche “i media indipendenti che fuggono dalla censura nel loro Paese d’origine.
“Voglio che l’Europa diventi qualcosa che oserei chiamare un hub per la libertà dei media”. “Ecco perché cerchiamo di progettare un aiuto efficiente ai giornalisti russi che vivono in esilio in Ue”, ha aggiunto.

Jourova ha, poi, sottolineato “la necessità di fare continua pressione sul regime del Cremlino perché liberi” Evan Gershkovich, il giornalista del Wall Street Journal arrestato per spionaggio in Russia. La sua detenzione, ha detto, “è un attacco oltraggioso contro i giornalisti e contro la libertà di parola”.