Ucraina: ferito l’inviato di Repubblica, Zunino. Ucciso il suo interprete

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Corrado Zunino, inviato di Repubblica, è rimasto ferito “da cecchini russi” vicino a Kherson, nel sud dell’Ucraina, mentre il suo collaboratore Bogdan Bitik, centrato in pieno da un proiettile, è stato ucciso.

Il racconto di Zunino

A raccontare la dinamica dell’accaduto, dall’ospedale di Kherson, ricostruisce Ansa, è stato lo stesso Zunino, 57 anni. Prima con un breve post su Twitter, dove ha espresso il suo “dolore infinito” per la perdita di Bogdan, il suo fixer, una figura cruciale per ogni inviato di guerra, più di un interprete, più di una guida, la persona con cui si condividono dubbi, scelte, paure, rischi.

Eravamo “in viaggio da Kherson verso Odessa”, ha scritto Zunino nel tweet. “Sto bene, ho una ferita alla spalla destra, sfiorata dal proiettile che ha centrato il mio grande amico Bogdan. Credo sia morto, all’inizio del Ponte di Kherson. Un dolore infinito. Avevo il giubbotto con la scritta Press”, ha proseguito.

Altri dettagli li ha forniti per telefono alla redazione di Repubblica. “Abbiamo passato tre check-point, Bogdan ha parlato con i militari ucraini e ci hanno fatto passare senza problemi. Non era una zona di combattimenti. Poi siamo stati colpiti, ho sentito un sibilo e ho visto Bogdan a terra, non si muoveva, ho strisciato fino a togliermi dalla fila del fuoco. Ho corso fino a quando non ho incrociato un’auto di un civile. Ero pieno di sangue, mi sono fatto portare fino all’ospedale di Kherson. Ho quattro ferite ma sono stato curato perfettamente. Ho provato più volte a chiamare Bogdan, non rispondeva. Era un mio grande amico, è una sofferenza atroce”.

Il messaggio di Repubblica

Messaggi di solidarietà sono arrivati da tutto il governo, dal mondo politico e da molti colleghi a Zunino e al direttore di Repubblica, Maurizio Molinari.

“La direzione e il giornale tutto si stringono attorno alla famiglia di Bogdan Bitik, ucciso oggi a Kherson mentre lavorava a fianco del nostro collega Corrado Zunino, per raccontare sul campo una guerra sempre più feroce. Il sacrifico di Bogdan resta un esempio del miglior giornalismo nelle condizioni più difficili. A Corrado Zunino, rimasto ferito, va l’affetto di tutta la redazione”. Così una nota di Repubblica.