Papa Francesco: i nativi digitali rischiano di autoisolarsi nell’ambiente virtuale

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“I cosiddetti “nativi digitali”, i ragazzi del nostro tempo, rischiano quotidianamente di auto-isolarsi, di vivere nell’ambiente virtuale gran parte della loro esistenza, finendo preda di un mercato aggressivo che induce falsi bisogni. Con la pandemia del Covid e l’esperienza dei lockdown, questi rischi sono ulteriormente aumentati. L’uscire di casa, partire con i compagni di viaggio, vivere esperienze forti di ascolto e di preghiera unite a momenti di festa, e farlo insieme, rende questi momenti preziosi per la vita di ognuno”.

Lo scrive il Papa nella prefazione, riportata Rádio Renascença, al libro della giornalista portoghese Aura Miguel ”Un lungo cammino verso Lisbona” (Um Longo Caminho até Lisboa – Bertrand Editora) che racconta dall’inizio il cammino delle Giornate mondiali della gioventù in vista del prossimo appuntamento nella capitale del Portogallo in agosto.

“Più volte ho invitato i giovani a non balconear, cioè a non rimanere al balcone guardando scorrere la vita da osservatori che non si immischiano, che non si sporcano le mani, che frappongono lo schermo di uno smartphone o di un computer tra loro e il resto del mondo. Più volte -ha aggiunto il Papa ripresa da Adnkronos – ho detto loro di non essere ‘giovani da divano’, di non lasciarsi anestetizzare da chi ha tutto l’interesse ad averli imbambolati e intontiti. La giovinezza è sogno, è apertura alla realtà, è scoperta di ciò che davvero vale nella vita, è lotta per conquistarlo, è aprirsi a relazioni intense e vere, è impegno con gli altri e per gli altri”.