Plusvalenze Juve, le motivazioni del Collegio del Coni. Verso nuove sanzioni federali

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Altri trenta giorni per conoscere quanti punti di penalizzazione la Juventus dovrà scontare in questo campionato per la vicenda delle plusvalenze ‘artificiose’. Lette le motivazioni, lecito attendersi che la sanzione comminata alla Juve sarà inferiore ai 15 punti comminati in prima battuta dal Tribunale della Fgci. Sarà la stessa Corte Federale a doversi pronunciare, tenendo conto dei rilievi emersi con il ricorso juventino

Juve comunque colpevole e da sanzionare sulla vicenda delle plusvalenze. Il Collegio di Garanzia dello Sport a Sezioni Unite, presieduto dall’avvocato Gabriella Palmieri, ha reso note con un documento di 75 pagine le motivazioni della decisione assunta il 20 aprile scorso.

Il Collegio di Garanzia si era riunito ed espresso a seguito del ricorso presentato dalla Juventus contro la Figc e la Procura Federale FIGC, dopo che la Corte Federale il 20 gennaio scorso aveva inflitto 15 punti di penalizzazione al club bianconero per il caso delle plusvalenze ‘artefatte’.

Il Collegio aveva accolto parzialmente il ricorso della Juventus e aveva rinviato di nuovo il procedimento alla Corte Federale di Appello perché, in diversa composizione, rinnovasse la sua valutazione alla luce di alcune evidenze emerse alla corte guidata dalla Palmeri. 

Il ruolo diverso degli amministratori

Il 20 di aprile erano infatti stati accolti i ricorsi di alcuni amministratori della Juventus: Pavel Nedved, Paolo Garimberti, Assia Grazioli – Venier, Caitlin Mary Hughes, Daniela Marilungo, Francesco Roncaglio. Mentre erano stati respinti quelli dell’ex presidente della Juventus Andrea Agnelli, dell’ex amministratore delegato Maurizio Arrivabene, dell’ex direttore sportivo (ma ancora in carica) Federico Cherubini e dell’ex direttore sportivo Fabio Paratici, tutti destinati quindi a scontare con le inibizioni irrogate.

Maurizio Arrivabene, Pavel Nedved, Andrea Agnelli e Federico Cherubini (foto Ansa)

Rinviando ad una nuova pronuncia dello stesso organo sportivo – con il secondo giudizio che è atteso entro trenta giorni – il Collegio conferma comunque l’impianto accusatorio della procura federale, e ribadisce il comportamento ‘sleale’ della società e quindi la violazione dell’articolo 4 e dell’articolo 6 del Regolamento di Giustizia della FGCI.

Nelle 75 pagine si legge che “si è potuto rilevare l’esistenza di comportamenti non corretti ‘sistematici e ripetuti'”. Per il Collegio, i comportamenti dei dirigenti Juve sono “frutto di un disegno preordinato di alterazione delle operazioni di trasferimento”, con “chiari effetti anche sulla sua leale partecipazione alle competizioni sportive”. 

Se quindici sono troppi…

Cosa potrebbe indurre la Corte Federale ora ad irrogare una sanzione inferiore a quella dei 15 punti momentaneamente ‘cancellata’ dal Collegio di Garanzia del Coni?

Sul ruolo degli amministratori privi di deleghe operative, si legge nelle pagine ieri pubblicate, la sentenza impugnata “è carente nella propria parte motiva, laddove la Corte Federale – con motivazione da ritenere apparente – ha fatto riferimento ad una generica, ma indimostrata, ‘consapevolezza diffusa’, ovvero ad una asserita condivisione, da parte di detti amministratori, dei concreti dettagli e delle finalità delle operazioni sportive scrutinate, omettendo di fornire adeguato supporto motivazionale di tali affermate ed indimostrate circostanze“.

Juventus-Inter del 26-1-2023 (Foto Ansa)

Secondo la maggior parte degli osservatori, la Juve può sperare per questo motivo in uno sconto della pena, rispetto ai 15 punti per i quali aveva fatto ricorso. Ma apparendo decisamente improbabile che non le arrivi una sanzione comunque ‘afflittiva’ e decisiva nel modificarne in peggio i risultati ottenuti nel campionato ancora in via di conclusione. Nell’ultima giornata di campionato, in particolare, i bianconeri hanno conquistato di nuovo il secondo posto in graduatoria che, sic rebus stantibus, le consentirebbe di partecipare alla Champions League.