Pulitzer, premiati i reporter ucraini di Ap a Mariupol

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Riconoscimento anche al Nyt per il servizio su Bucha

Grande soddisfazione all’Associated Press per aver vinto due premi Pulitzer per la sua copertura della guerra in Ucraina, guadagnandosi il riconoscimento per la sue fotografie breaking news dell’invasione russa, nonché il prestigioso premio per il miglior giornalismo di pubblico servizio per il suo “sorprendente ed esclusivo — servizio dalla città di Mariupol assediata”.

La notizia lanciata dall’agenzia racconta che “con il premio per il miglior giornalismo di pubblico servizio, i giudici Pulitzer hanno riconosciuto il lavoro di AP – che ha avuto gli unici giornalisti stranieri a Mariupol per quasi tre settimane – premiando le immagini di una donna incinta ferita che veniva portata d’urgenza all’assistenza medica e della Russia che sparava su obiettivi civili”.

AP tra i finalisti anche in altre categorie

Il team di AP a Mariupol era composto dal videoreporter Mstyslav Chernov, dal fotografo Evgeniy Maloletka e dal produttore video Vasilisa Stepanenko sul campo nella città assediata e dalla giornalista Lori Hinnant a Parigi.

Giornalisti di Ap hanno fatto parte dei finalisti per altre due categorie dei Pulitzer: per le foto di attualità della crisi politica in Sri Lanka e per il servizio fotografico sull’impatto della guerra in Ucraina sulle persone anziane.

Evgeniy Maloletka (Foto LaPresse)

Gli altri premiati

I Pulitzer hanno premiato il meglio del giornalismo del 2022 in 15 categorie, oltre a otto categorie per arti e lettere, incentrate su libri, musica e teatro.
Tra i giornali premiati alla 107esima edizione, altri due Pulitzer ciascuno sono stati AL.com, di Birmingham, Alabama, il Los Angeles Times, il New York Times e il Washington Post.

Premiata la copertura su Bucha del Nyt

Lo staff del New York Times si è aggiudicato un premio (“International Reporting”) per la sua “risoluta copertura dell’invasione russa dell’Ucraina, compresa un’indagine di otto mesi sulle morti ucraine nella città di Bucha e sull’unità russa responsabile delle uccisioni”.
Il secondo riconoscimento è stato assegnato per il reportage illustrato e commentato della collaboratrice Mona Chalabi, “per le illustrazioni sorprendenti che combinano rapporti statistici con analisi approfondite per aiutare i lettori a comprendere l’immensa ricchezza e il potere economico del fondatore di Amazon Jeff Bezos”.

Il Washington Post ha conquistato il riconoscimento per il reportage nazionale con Caroline Kitchener sulle conseguenze dell’abolizione della sentenza sull’aborto Roe v. Wade, il secondo con Eli Saslow con articoli evocativi su persone alle prese con la pandemia, la solitudine, la tossicodipendenza e l’ineguaglianza.
Il giornale californiano ha portato a casa invece due premi per il ‘Breaking News Reporting’ (la rivelazione di una conversazione razzista tra dirigenti cittadini registrata segretamente) e la ‘Feature Photography’ (per uno sguardo intimo sulla vita di una 22enne incinta che viveva per strada in una tenda).

Il Wall Street Journal ha vinto il Pulitzer investigativo per aver rivelato i conflitti di interesse tra i dirigenti di 50 agenzie federali.