Rai, Laganà: la politica condiziona azienda. Spiace Fuortes accusi ingiustamente il cda

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“La legge di riforma RAI 220/15, o legge Rai del governo Renzi sta, ancora una volta, mostrando tutti i suoi aspetti nefasti per l’indipendenza editoriale e industriale della Rai”. Ad affermarlo il consigliere di Viale Mazzini Riccardo Laganà, commentando la situazione del servizio pubblico, a pochi giorni dalla dimissioni dell’ad Carlo Fuortes.

L’ingerenza della politica

“Intorno alla legge si è sviluppata una scomposta ingegnerizzazione del controllo dell’esecutivo e dei partiti nei confronti del servizio pubblico Rai “, ha continuato ripreso da Ansa.
“Partiti e governo condizionano, alla luce del sole ormai, le nomine delle testate informative interloquendo con l’ad di turno per avere la sicurezza di avere i voti in cda; lo si è detto chiaramente in Vigilanza nel novembre del 2021. Si condiziona poi ulteriormente la corporate, facendo pressione attraverso i “referenti interni”, per nominare questo o quel direttore momentaneamente in quota, con buona pace del merito, delle inderogabili necessità industriali ed editoriali e della trasparenza dovuta al cittadino contribuente”.
“Si condiziona, fino al danno irreparabile, la gestione aziendale presente e futura – ha sottolineato – ritardando oltremodo il contratto di servizio, nominando in ritardo la commissione di Vigilanza, rendendo incerte le risorse economiche presenti e future con le quali finanziare le trasformazioni industriali bloccando l’azienda fino al punto di favorire, indurre o addirittura negoziare le dimissioni dell’amministratore delegato di turno; sì perché ora è toccato al dott. Fuortes, domani potrebbe toccare a qualcun altro, mentre Rai muore insieme alla funzione sociale chiamata ad assolvere”.

“Fin dai primi giorni dell’insediamento non ho ratificato la nomina né dell’AD né della presidente (indicati dal governo)perché nominati da una Legge che da più parti è considerata incostituzionale; ho giudicato gli atti e la gestione con voti contrari (molti) e pochi voti a favore”, ha proseguito.
“Rimangono questioni irrisolte e tanti temi sollevati a cui ho ricevuto risposte dalle solite “carte a posto”. Nessuna tesa a risolverei tanti problemi, da me pubblicamente segnalati, che alberganoin Rai: lo sciopero è la sintesi doverosa di questi anni”.

Il coinvolgimento del Cda nelle dimissioni di Fuortes

“Spiace che tra le ragioni poste a base delle attuali dimissioni dell’Ad venga indicato anche un asserito venir meno dell’atteggiamento costruttivo del cda Rai che al contrario -almeno per quello che mi riguarda – non è mai venuto meno, sia quando ho condiviso proposte, come il piano immobiliare, sia allorquando abbia manifestato voto contrario su altri temi”, ha continuato ancora Laganà.
“Registro invece che i miei interventi, le varie proposte e le mie richieste di chiarimenti fuori edentro il Cda sono stati spesso minimizzati e anche nelle basilari funzioni di controllo e garanzia previste da Statuto,con risposte vaghe o del tutto insoddisfacenti”.

“Infine c’è da chiedersi se per coerenza, coloro che dall’interno hanno consigliato, assistito (alcune volte male, evidentemente) e portato fino a questa situazione l’ad uscente non ritengano di assumersi anche loro le proprie responsabilità. Gli ad passano, i veri problemi e chi è chiamato a gestirli rimangono”.
“Rimane un’azienda non in sicurezza dal punto di vista dei conti soprattutto in prospettiva, nella quale sono urgenti: una radicale ristrutturazione della Corporate, azioni tese a garantire il ripristino dell’autorevolezza e indipendenza dell’informazione, contrasto alle fake news, rafforzamento presidi digitali e tutela della titolarità editoriale rispetto ai numerosi e costosi appalti produttivi, tanto per citare solo alcune delle urgenze rimaste irrisolte. I cittadini, i lavoratori Rai e tutto l’indotto ci osservano”.
“L’ auspicio, ancora una volta, è che chi subentrerà abbia la forza, la voglia, il coraggio e l’autonomia indispensabili per intervenire con il dovuto giudizio restituendo prestigio e credibilità al Servizio Pubblico tutelando le migliaia di posti di lavoro e la qualità del prodotto contro chi vorrebbe un ridimensionamento del servizio pubblico multimediale”. “Infine saluto cordialmente l’ad uscente dott. Carlo Fuortes con l’auspicio possa esprimere al meglio la propria professionalità con libertà, trasparenza e indipendenza meglio di come abbia potuto/voluto esprimerla in Rai”