Cinema, Mattarella: parte della nostra storia. Innovi senza rinunciare a sua cultura

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Al Quirinale la presentazione dei candidati ai David. Nel discorso del presidente della Repubblica anche un richiamo ai benefici del Pnrr per il settore

Il cinema governi l’innovazione, ma senza rinunciare alla propria cultura. E’ l’invito che il presidente della repubblica, Sergio Mattarella, ha rivolto ai rappresentati del grande schermo italiano, riuniti al Quirinale per la presentazione dei candidati ai ‘David di Donatello’ 2023.
Presenti anche i candidati ai Premi, il presidente dell’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo (Agis), Francesco Giambrone, il presidente di Anica, Francesco Rutelli, e tra le istituzioni il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

“Saluto tutti voi, candidati ai Premi David di Donatello, e tramite voi quanti partecipano alla vita, alla creatività, allo sviluppo del nostro cinema”, ha esordito Mattarella, citando Gian Luigi Rondi, ideatore del premio giunto alla 68esima edizione.

Cinema parte della storia italiana

“Il cinema è immaginazione e storia, emozione e cultura. E’ anche svago, sogno, libertà”, ha continuato. “Ha impresso segni indelebili nella memoria di ciascuno e appartiene alla nostra civiltà come uno dei suoi tratti identitari”.
“Proprio i David ci aiutano a tracciare e scandire il percorso, ad avere la percezione del cammino compiuto, dei valori in campo, di questo patrimonio di arte e cultura che fa pienamente parte della storia italiana. Il cinema è un testimone che passa di mano in mano. Alla prima edizione del David, nel 1956, venne premiato Vittorio De Sica per ‘Pane, amore &’. Compie sessant’anni ‘Il Gattopardo’ di Luchino Visconti. Cinquant’anni or sono – era il 1973 – arrivò nelle sale ‘Amarcord’ di Federico Fellini, poi vincitore dell’Oscar. Potrei continuare, ma rischierei di trascurare capolavori assai più di quanti sarebbe possibile citare. Una sequenza emozionante di film che hanno fatto epoca, che hanno fatto conoscere il nostro talento nel mondo, che hanno anche scandito la vita della Repubblica e riempito l’album dei nostri ricordi”.

L’impatto del Covid

Mattarella ha guardato all’impatto che la pandemia ha avuto sul settore e su come questo ha reagito. “Abbiamo superato le insidie più gravi di una pandemia che ha lasciato segni drammatici e profondi nella vita sociale. Ha imposto una frenata a tante attività. Ma l’industria del cinema non si è fermata neppure durante il lockdown e ha ripreso velocemente il suo percorso La sempre più stretta correlazione tra produzioni cinematografiche e televisive, la molteplicità delle piattaforme hanno aperto strade nuove, che le professionalità del cinema sono riuscite a utilizzare con grande risultati”.

Nessuna paura dell’innovazione

Da qui una riflessione su come in cinema debba affrontare la tecnologia. “L’ampio comparto dell’audiovisivo – un’industria che produce immagini e cultura – costituisce uno dei motori dell’economia nazionale. Le forme espressive e i linguaggi del cinema si sono dovuti aprire a un confronto per molti aspetti imprevedibile. Non si deve mai aver paura dell’innovazione. Occorre però governarla non esserne interpreti inerti e passivi. Il ritmo delle trasformazioni si fa sempre più accelerato. Il cinema può acquisire nuovi formati, ma – va sempre ricordato – non può rinunciare a sé stesso, alla propria cultura, alla propria creatività”.

“Tra i problemi, vi è quello che riguarda le presenze nelle sale cinematografiche. Purtroppo non sono soddisfacenti, e anche il confronto con Paesi vicini è ci vede indietro. Occorre attenzione. Le sale – i tanti nostri “Nuovo Cinema Paradiso” – rappresentano un patrimonio di socialità. Non vanno ignorati i problemi ma nel cambiamento il cinema può vincere la sua partita”.

Da Pnrr benefici per il settore

Nel suo intervento, Mattarella ha inserito anche un richiamo al Pnrr, e all’opportunità che rappresenta per il sistema Paese, cinema e cultura compresi.
“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha capitoli rilevanti che interessano il cinema e la cultura. E’ una opportunità storica quella che abbiamo davanti, una sfida che dobbiamo superare come Paese. La condizione per riuscire a ottenere i risultati migliori dai progetti messi in campo è la capacità di tutti gli operatori, delle istituzioni pubbliche, delle imprese, degli artisti come di ogni categoria di lavoratori del cinema, di dialogare proficuamente e trovare intese e convergenze”.

Le istituzioni sostengano la cultura

“Il nostro talento continua a essere apprezzato ovunque. Il gusto e la qualità italiane hanno nel cinema, con le sue radici e le sue icone, un grande propulsore. Le istituzioni sono quindi chiamate a sostenere la cultura nelle sue diverse espressioni. Promuovere cultura vuol dire promuovere anzitutto la sua libertà”, ha concluso.