Pietro Labriola (foto LaPresse)

Tim, Labriola: vendita Netco prima opzione. Ma a prezzo equo

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“Vale la pena prendersi qualche settimana in più”, dice il manager alla presentazione della trimestrale a proposito delle offerte sulla rete. Dai conti fiducia per il raggiungimento degli obiettivi annuali

La cessione di Netco è il piano migliore per tagliare il debito. Ad affermarlo l’ad di Tim Pietro Labriola, incontrando gli analisti dopo la presentazione dei dati trimestrali del gruppo tlc.
“Vale la pena prendersi qualche settimana in più”, ha spiegato il manager riferendosi al termine del 9 giugno lasciato a Kkr e Cdp-Macquarie per migliorare le loro offerte”. “Per ridurre il debito rimane l’opzione principale ma il prezzo deve essere equo e di mercato. Sono importanti sia il tempo che l’execution, ma è anche importante avere un’offerta senza condizioni particolari, come sull’antitrust” ha aggiunto.

Labriola: fiducia su obiettivi per il 2023

Tim ha chiuso il primo trimestre in linea con i target del piano dell’ad, che aveva promesso una stabilizzazione del business domestico e conferma la guidance per il 2023. I ricavi sono cresciuti del 4,3% a 3,8 miliardi di euro (+4,3%) e l’Ebitda del 3,8% a 1,5 miliardi di euro. Il debito è salito a 20,45 miliardi, rendendo il dossier Netco sempre più caldo.

I risultati “confermano la stessa direzione dell’anno scorso e ci aspettiamo che il recupero acceleri ulteriormente nei prossimi trimestri”, ha commentato nello specifico Labriola, citato da Ansa. “Oggi siamo molto fiduciosi di raggiungere la guidance per l’intero anno”. “A livello di gruppo, ha osservato ancora, tutte le metriche sono in territorio positivo” e i risultati sono stati positivi sia “in Italia sia in Brasile”.

“Prevediamo che il miglioramento acceleri ulteriormente nei prossimi trimestri, grazie a diversi driver positivi che entreranno progressivamente in azione nel corso dell’anno nel business domestico”, ha puntualizzato.
“È importante ricordare che non sono un’ipotesi, sono in gran parte garantiti: l’effetto del cambio dei prezzi diventerà più visibile, ci saranno nuove tariffe all’ingrosso a partire dal secondo trimestre, la stabilizzazione della base clienti continuerà” per esempio. “Già per il secondo trimestre miriamo a essere sostanzialmente ‘flat’ (dal punto di vista dei ricavi e dell’ebitda, ndr) sul mercato interno”.
Inoltre Tim prevede che la traiettoria della generazione di cassa “migliorerà nel corso dell’anno grazie a una migliore performance del flusso di cassa operativo”.
“La nostra guidance per l’intero anno, ha concluso Labirola, è quindi confermata e ribadita”. “L’anno scorso ho detto che vogliamo essere il primo management che negli ultimi 12 anni è in grado di raggiungere la guidance per due anni consecutivi, e siamo sulla buona strada”.

Buone notizie dal Pnrr

“Anche sul fronte del Pnrr abbiamo buone notizie. Abbiamo ottenuto la possibilità di avere il 20% dei contributi in anticipo. Questo significa che riceveremo circa 500 milioni quest’anno, con un meccanismo proporzionale di riduzione negli anni seguenti che deve essere ancora finalizzato”, ha detto ancora Labriola. “Dalle nostre stime preliminari, questo potrebbe tradursi in un upside potenziale sulla guidance per la nostra generazione di cassa after lease 2023-2025 di circa 2-300 milioni”.
“L’anticipo dei contributi garantirà i fondi già all’inizio del roll out dei progetti Pnrr, salvaguardando in questo modo le dinamiche del nostro cash flow”.

ServiceCo sostenibile

Tolta la rete, Tim non si svuota. E’ il punto di vista di Labriola quando agli analisti ha spiegato che “ServiceCo è un portafoglio di tre attività distinte ben bilanciate in termini di generazione di cassa, maturità del mercato e propensione al rischio” di cui fanno parte non solo la Tim Consumer ma anche Enterprise e Brasile.
“Il modo giusto di guardare a ServiceCo è quindi considerare la combinazione di queste tre entità” e così “vediamo che ServiceCo è già sostenibile, con un Ebitda Al pro-forma combinato previsto significativamente superiore a 3 miliardi di euro e con Fcf operativo positivo superiore a 1 miliardo di euro nel 2023. Inoltre, la generazione di cassa è impostata su un forte traiettoria di crescita, sulla scia dell’aumento dell’Ebitda e della riduzione del Capex”.

Nel dettaglio Tim Enterprise, ha fatto notare Labriola, “è un asset con un posizionamento unico, se facciamo bene nell’esecuzione l’opportunità di crescita davanti a noi è enorme. Genererà circa il 24% dell’Ebitda Al di ServiceCo, è sicuramente una ‘stella’”.
Per Tim Consumer le difficoltà continuano, così come per tutti gli operatori in Europa ma “la svolta operativa è sulla buona strada, ci vorrà del tempo, ma la direzione del viaggio è chiara. Per noi è un dovere essere pronti alle opportunità di mercato che verranno dal consolidamento in-market e dai nuovi modelli di business che emergeranno. In ogni caso, Tim Consumer rappresenterà solo il 33% dell’Ebitda Al di ServiceCo”.

Infine in ServiceCo c’è Tim Brasil che “è leader in un mercato ben strutturato e razionale e sta sfruttando le sinergie dell’acquisizione di Oi oltre le nostre aspettative iniziali. Genererà in media circa il 43% dell’Ebitda Al 2023-2025 di ServiceCo e possiamo considerarlo una ‘vacca da mungere'”.