L’aria che tira sui giornali. Un voto per capire dove stiamo andando

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Messi quasi in sicurezza “le poltrone e i sofà” che contano, ecco che la premier attende, matita in mano, il verdetto che uscirà dalle urne domenica, primo test elettorale dopo le politiche che coinvolgerà centinaia di comuni e ben 16 capoluoghi di provincia tra cui Vicenza, Treviso, Sondrio, Massa, Imperia, Pisa, Siena e Ragusa – già tra le braccia della destra mentre altre città – Ancona, Brindisi, Brescia, Teramo e Trapani – sono amministrate dal centro sinistra; e le rimanenti: commissariate, come Latina e Catania, o, come Siracusa, governata da una coalizione.

Le previsioni fatte a mezza bocca oggi dai giornali il lettore le può immaginare: a destra, Libero, Il Giornale, la Verità e altri pronti a brindare per la caduta, a sinistra, di qualche testa mentre Repubblica, Stampa e Manifesto incrociano le dita sperando che una parte degli elettori apra gli occhi sull’eccesso di potere – con decreti legge a gogò, presidenzialismo già domani e teste tagliate all’Inps e alla Rai – che starebbe accumulando, in barba a Mattarella e alla Costituzione, la Meloni. Ma per ora è tutto un “può darsi” per due ragioni.

La prima perché ancora non si sa se parte degli elettori che non va più da tempo a votare, vista la buriana, si darà finalmente, a sinistra, una sveglia. La seconda è capire che cosa vogliano fare da grandi Conte e i 5 Stelle, quesito anch’esso non da poco per una sinistra che, per abbattere il galoppante melonismo, deve unire tutte le sue forze.