Fazio lascia: “non sono un uomo per tutte le stagioni”. Sull’addio scontro cda-Fuortes

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Durante la puntata di ‘Che tempo che fa’ del 14 maggio, sollecitato dall’ospite Ferrucci De Bortoli, Fabio Fazio ha brevemente commentato il suo addio al servizio pubblico, dove milita da 40 anni. “Non potrei mai dire qualcosa di scortese contro la Rai”, ha rimarcato

“Lasciami dire che il fatto che tu lasci la Rai è una gravissima perdita per il servizio pubblico ed è un grande, grandissimo errore editoriale”. Così parlò domenica sera, intorno alle 21.00 Ferruccio de Bortoli, ospite del secondo segmento di ‘Che tempo che fa’.

Fabio Fazio con Ferruccio de Bortoli e Claudio Cerasa

Fabio Fazio in apertura aveva evitato di commentare la notizia apparsa su tutti i media e riguardante il fatto che lui e Luciana Littizzetto avrebbero lasciato la Rai, direzione Nove, a partire dal prossimo autunno tv (il contratto per il programma con Viale Mazzini è in scadenza a giugno di quest’anno e i vertici Rai non lo avevano ancora rinnovato).

Per Fazio “un nuovo cammino”

A quel punto Fazio ha affrontato la questione. “Sono in Rai da 40 anni, però non si può essere adatti a tutte le stagioni e almeno io non credo di esserlo. E quindi con grande entusiamo che intraprendo un nuovo cammino fatto di novità, di invenzione e di creatività e spero, anzi ne sono sicuro che sarà così”.
“Però io – ha continuato Fazio – ho trascorso qui in Rai 40 anni e con l’occasione voglio davvero ringraziare tutte le persone, migliaia, che ho incontrato nel corso del tempo, migliaia,da cui ho imparato tanto, visto che avevo 18 anni quando ho cominciato. E questo – ha aggiunto – lo dico perché io non posso che avere gratitudine nei confronti della Rai. Se dicessi qualcosa di scortese – ha sottolineato Fazio – lo direi contro di me: la Rai ha 70 anni e di questi 40 li ha trascorsi con me e io con lei e quindi siamo in qualche modo la stessa cosa. Per questo ne approfitto per dire un grazie sincero anche al pubblico. Comunque ci ritroveremo, altrove, ma ci ritroveremo…” ha concluso l’artista tornando all’attualità dei temi di serata.

Si accende lo scontro tra il Cda e l’ex ad Fuortes

L’addio di Fazio alla Rai non ha animato solo il dibattito politico e i social, ma ha scatenato anche uno strascico polemico tra l’ad uscente, Carlo Fuortes, e il Cda, in testa la presidente Marinella Soldi.
Al centro dello scontro, il contratto del conduttore, in scadenza il 30 giugno, una questione posta da Fuortes nella riunione del consiglio del 5 maggio, quando l’Ad dimissionario ha ricordato che il 18 maggio sarebbe scaduta la prelazione per il rinnovo dell’accordo, anche se non si sarebbe mai arrivati a discutere di un’offerta.
“L’uscita di Fazio dalla Rai è un danno all’azienda in termini di identità, qualità culturale e ascolti. Una brutta notizia per il paese. Negli anni tante belle pagine di servizio pubblico, fra tutte il Memoriale della Shoah con la Segre. Scelta scellerata mai portata in cda”, ha rimarcato, citata da Ansa, Francesca Bria, la consigliera in quota dem.
“Il cda – ha spiegato poi il consigliere Riccardo Laganà – è stato informato solo il 5 maggio scorso della imminente scadenza dei contratti di Fazio e Officina. Non c’è stata dunque alcuna decisione in consiglio in assenza di un sufficiente dibattito e analisi del tema in sede consiliare, come avrebbe dovuto essere. Molti dovrebbero chiarire su quanto avvenuto, compreso l’ex ad ed il suo staff. Dall’indebolimento progressivo e scientifico del servizio pubblico ci guadagneranno soltanto i competitor”.

Fuortes ha ribattuto segnalando che, già nella seduta del 3 marzo, il cda aveva “limitato l’approvazione dei piani di produzione e trasmissione solo fino al 31 agosto 2023”, non consentendogli quindi di “procedere alla stipula di contratti e approvazioni di schede relative ai Piani autunnali”.
In tarda serata, la controreplica della presidente Soldi e del cda: “Fermo restando che nella seduta del 3 marzo i piani di produzione e trasmissione sono stati approvati a maggioranza fino al 31 agosto, ciò è avvenuto su proposta dell’Amministratore delegato stesso”. Approvazione che peraltro “ha valenza procedurale e non limita le responsabilità e possibilità dell’Ad nella cura dell’attività di gestione di programmi delle stagioni a venire. Nessuna proposta su contratti di programmi di rilevanza strategica o di particolare valore – come quello di Fabio Fazio – è stata portata all’attenzione del Cda, in questi ultimi mesi”, hanno ribadito la presidente e gli altri consiglieri.