Piero Sansonetti (Foto LaPresse)

L’Unità torna in edicola “contro giustizialismo e sopraffazione dell’armata mediatico-giudiziaria”

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Finita l’attesa. Da oggi, 16 maggio, torna ufficialmente in edicola l’Unità. Sulla prima pagina – dedicata ai risultati delle elezioni – anche una citazione di Pasolini, un intervento di Massimo D’Alema, un richiamo al ‘no’ di Zelensky alla mediazione di Papa Francesco. E l’editoriale del direttore, Piero Sansonetti, dal titolo “Meloni come Soumahoro, linciata perché “non poteva non sapere””, e l’occhiello “Canagliata contro la premier”.

Garantismo

Partendo dai recenti casi che hanno visto protagonista la mamma di Giorgia Meloni, e, di riflesso, portato attacchi alla premier, il direttore ha fatto un parallelismo con quanto accaduto ad Aboubakar Soumahoro. Per poi evidenziare i capi saldi cui si ispira il giornale.

“Una delle ragioni per le quali l’Unità sta tornando in edicola è questa: combattere senza tregua una battaglia fortemente, minoritaria, contro il giustizialismo e la sopraffazione che da anni l’armata mediatico-giudiziaria sta esercitando in questo paese”, scrive Sansonetti ribadendo quanto detto negli incontri e nelle presentazioni che hanno preceduto il ritorno del giornale.
Poi continua: “abbiamo lavorato per riportare in edicola l’Unità e per ridare alla sinistra italiana uno strumento essenziale di pensiero e di combattimento. A partire dal garantismo per poi estendere l’idea garantista a tutta la società. Garantismo per noi significa diritto, non violenza, lotta alla sopraffazione, lotta al potere, uguaglianza, difesa degli strati più deboli della popolazione: i lavoratori, soprattutto i più poveri e i meno garantiti, gli immigrati, le donne, i prigionieri.

Niente scandalismi

“Cari amici, una volta si diceva cari compagni, noi ripartiamo da qui. Vogliamo offrire alla sinistra uno strumento per informarsi ma anche per costruire un pensiero collettivo e una reale capacità di lotta. Vi diciamo: scordatevi gli scandalismi. Non è cercando di demolire la reputazione degli avversari che si vincono le battaglie vere. Non è con la melma, con lo spionaggio, con l’appoggio alle birbonate di una gran parte delle Procure italiane. Le battaglie vere richiedono idealità, idee e capacità di combattere. Non di delegare ad altri, alle toghe o ai giornalisti gossippari.

E poi un passaggio sulla sua esperienza, che lo ha visto lavorare all’Unità per 30 anni, fino al 2004. Tra i “grandi giornalisti e grandi direttori” con cui ha lavorato, Sansonetti cita “Reichlin e Chiaromonte. Due giganti. Due grandi intellettuali. Ho imparato parecchie cose da loro. Anche l’anticonformismo. L’Unità che torna in edicola vuole essere una sintesi tra il grande spirito di quel passato – la cultura, la saggezza, la responsabilità, il conflitto – e la ricerca della modernità. Nella certezza che la modernità sia uguaglianza. E libertà. E disarticolazione del potere.
Saremo un giornale socialista, garantista e cristiano. Che cercherà di tenere insieme Gramsci, Rosa Parks, Roncalli, Mandela e Pannella. Dateci una mano”.