Le pubblicità “in-game” varranno 18 mld di dollari entro il 2028

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L’In-game advertising varrà 18 mld di dollari entro i prossimi cinque anni. È la previsione di crescita del valore delle pubblicità in-game, ovvero le inserzioni pubblicitarie caricate all’intero delle ambientazioni di gioco (Report Ocean). Con l’In-game adv, le aziende riescono a entrare nel campo visivo dei videogiocatori, un pubblico in gran parte composto da utenti della Generazione Z, i quali – stando alla ricerca pubblicata da Deloitte nel luglio 2022 –  dedicano alle attività videoludiche circa 12 ore settimanali. Una soluzione già ampiamente sperimentata dai brand, i quali hanno imparato ad adattarsi all’interno dei videogiochi senza mai interrompere l’attività degli utenti.

Rispetto all’adv tradizionale infatti, l’inserzione online non interrompe il gioco: piuttosto lo arricchisce graficamente. Stando a quando riporta Adkaora – digital agency del Gruppo Mondadori – il 68% dei player dichiara di apprezzare la coerenza del brand con l’ambiente digitale del gioco. Fra i tanti esempi, il brand Vodafone presente sulle piste di Trackmania o quello di Mastercard sui drappi di League of Legends. C’è anche chi come Samsung ha sviluppato – in collaborazione con Anzu – una campagna in-game per promuovere il nuovo modello di smartphone. Considerato che il primo caso di inserzione interna al gioco risale al 1978 con Adventurland, le pubblicità in-game rilasciate negli anni sono numerosissime e tutte pensate sulla scorta di un precetto inviolabile: mai interrompere il gioco.