Ruben Razzante / I social media che vorrei

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L’editore FrancoAngeli ha da poco pubblicato ‘I (social) media che vorrei. Innovazione tecnologica, igiene digitale, tutela dei diritti’, volume curato da Ruben Razzante, docente di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano e alla Lumsa di Roma. Il saggio è una sorta di agenda digitale per l’attuale legislatura: un manifesto della Rete da realizzare in questi cinque anni

“Definire una road map virtuosa per digitalizzare efficacemente il Paese, realizzando i progetti del Pnrr e coinvolgendo imprese ed istituzioni, ma anche tutti gli attori della filiera di produzione e distribuzione dei contenuti informativi, dai giornalisti agli editori, dai titolari delle piattaforme web e social agli utenti. Ecco l’obiettivo di questo saggio, a cui hanno contribuito anche rappresentanti delle istituzioni e del mondo dell’informazione in Rete con interventi sui temi della digitalizzazione e delle nuove regole del web e dei social. Insomma, questo saggio costituisce una sorta di agenda digitale per l’attuale legislatura, un manifesto della Rete da realizzare in questi cinque anni.

Vogliamo fornire un utile contributo al dibattito pubblico su temi quanto mai decisivi per il progresso della cultura digitale. A ciascuno dei coautori ho chiesto di raccontare esperienze, di svolgere riflessioni attinenti al suo ambito di impegno professionale, aziendale e istituzionale e di formulare auspici e proposte, al fine di poter mettere a disposizione dei lettori una rappresentazione fedele di quanto sta accadendo nel mondo dei media e una proiezione verso quelli che potranno ragionevolmente essere gli scenari futuri.

Il nuovo volume ospita riflessioni incentrate sul ruolo che le regole, i principi, le competenze, le professionalità, gli asset strategici e le buone pratiche possono avere nella costruzione di una democrazia digitale inclusiva, rispettosa dei valori della persona e imperniata su un corretto e maturo rapporto tra uomini e tecnologie. Informare correttamente su queste tematiche affrontate nei vari contributi raccolti in questo saggio diventa oggi cruciale per l’esercizio di tutti i diritti di cittadinanza digitale.

Credo che la multidisciplinarietà che anima questa pubblicazione possa diventare un sistematico approccio istituzionale alla delimitazione dei confini del terreno di gioco.

Oltre ad un mio saggio in cui elenco 10 cose da fare per rendere davvero feconda questa fase storica imperniata sul digitale, il libro ospita i saggi di: Flavio Arzarello (Economic and regulatory policy Manager, Meta), Alberto Barachini (Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Informazione e all’Editoria), Carlo Bartoli (Presidente del Consiglio nazionale Ordine dei giornalisti), Alessio Butti (Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Innovazione), MartinaColasante (Government Affairs and Public Policy Manager, Google Italy), Ivano Gabrielli (Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni), Carlo Mandelli (Amministratore delegato di Mondadori Media Spa), Vincenzo Melilli (Responsabile del “Design Law department” Bugnion S.p.A), Roberto Natale (Direttore di Rai Per la Sostenibilità, ESG), Gina Nieri (Direttore divisione Affari Istituzionali, Legali e Analisi Strategiche di Mediaset ) e Pasquale Stanzione (Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali)”. (Ruben Razzante)