Teatro alla Scala, le note positive della nuova stagione

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La nuova stagione del Teatro alla Scala, che si inaugura il 7 dicembre con il ‘Don Carlo’ diretto da Riccardo Chailly, vede più Verdi che rossi. Del compositore italiano, coprotagonista anche di un concerto sempre affidato alla bacchetta di Chailly, andrà in scena infatti anche il ‘Simon Boccanegra’,
14 in totale le opere in cartellone, molte delle quali italiane, dal ‘Don Pasquale’ di Donizetti con la regia di Davide Livermore a ‘Cavalleria rusticana’ e ‘Pagliacci’ allestiti da Mario Martone, da ‘La rondine’ regista Irina Brook al ‘Guillaume Tell’ messo in scena da Chiara Muti.
Mentre nella zona ‘internazionale’ si assisterà alla riproposizione del ‘Ratto del serraglio’ di Mozart nell’allestimento che fu di Strehler, e in fine di stagione all’‘Oro del Reno’ che inaugura la tetralogia wagneriana che proseguirà fino al 2026.

Spettatori più giovani

Dominique Meyer, sovrintendente e direttore artistico della Scala fino al 2025, alla presentazione ha però insistito non solo sulla musica ma anche sui numeri.
I numeri di un bilancio che solo un anno fa correva grossi rischi, fra colpi di coda del Covid e inizio della guerra: condizioni che toglievano a molti spettatori il desiderio di uscire, sostituendo il teatro con il tg.
Adesso invece – dice Meyer – oltre il 90% della sala è regolarmente riempita, i ricavi sono aumentati del 25% , nei primi 5 mesi dell’anno si sono venduti biglietti per 1,6 milioni di euro, perché non si fanno più svendite last minute, il pubblico (composto per il 30% dagli stranieri) in 1 caso su 3 è under 35 (gli over 55 sono di meno, in termini assoluti).

Riccardo Chailly

Gli ‘amici’

Se i conti non sono in rosso ma volgono al roseo, il merito è anche di sponsor, erogazioni, contributi privati. Che nel 2023 raggiungono i 43 milioni di euro.
È grazie a questi se, con Intesa Sanpaolo e Cariplo, si è potuto dar vita alla piattaforma LaScalaTv e alla collaborazione con le scuole.
È grazie invece a Bmw ed Edison che prosegue La Scala in città, per una fruizione diffusa dell’opera. Mentre Allianz contribuisce ai nuovi tablet con traduzione dei libretti in 5 lingue, ed Esselunga ‘firma’ il Palco in famiglia per l’accesso calmierato a nonni, zii e nipoti.

I risparmi

Se da una parte i ricavi aumentano, La Scala prosegue anche in una politica di contenimento dei costi, con un risparmio del 22% sul gas e del 15% sull’elettricità. Oltre a un previsto abbattimento della Co2 del 50%.
Mentre i 12 milioni ottenuti dalla finanziaria hanno permesso al teatro di estinguere il mutuo aperto sulla palazzina di via Verdi, con un risparmio annuo di 500 milioni.
Il costo della cultura, insomma, diventa sempre più lieve. E nonostante le polemiche sul pensionamento forzato a 70 anni dei sovrintendenti (Meyer alla scadenza del 2025 li avrà raggiunti), si va avanti.
Come dice il sindaco Giuseppe Sala, presidente del Cda della Scala: il sovrintendente ha il totale appoggio degli azionisti, ma l’importante adesso è che il governo “si decida” e la situazione diventi chiara.