Vera Jourova (Foto Ansa)

Fake news, Jourova (UE): etichette per riconoscere i contenuti creati dall’AI

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L’AI entra nel condice di condotta Ue contro sulla disinformazione. E la commissaria Jourova chiede misure specifiche alle big tech che vi aderiscono

Le aziende che implementano strumenti di intelligenza artificiale generativa come ChatGpt e Bard con il potenziale di generare disinformazione dovrebbero etichettare tali contenuti come parte dei loro sforzi per combattere le notizie false. Ne è convinta la vicepresidente della Commissione europea Vera Jourova, responsabile per i Valori e la Trasparenza. Una posizione chiaramente si allinea con il tema di crescente preoccupazione per i risvolti negativi che questo tipo di tecnologia porebbero in mano a “malintenzionati”.

L’AI nel codice di condotta contro la disinformazione

Jourova guarda in particolare alle piattaforme tecnologiche che hanno aderito al codice di condotta Ue sulla disinformazione, tornato in questi giorni alla ribalta sia per l’avvicinarsi del 25 agosto, data in cui entrerà in vigore il Dsa, sia per la decisione di Twitter di svincolarsene. Una quarantina le società che ne fanno parte, con Facebook, Google, YouTube, TikTok, ma anche l’industria pubblicitaria e la società civile.

L’AI presenta “nuovi rischi e conseguenze negative per la società”. “In pochi secondi” i chat bot possono infatti creare “immagini autentiche di eventi mai accaduti” e i “software di generazione vocale possono imitare la voce di una persona sulla base di un campione di pochi secondi”, ha rilevato.

Etichette e sistemi di sicurezza

“Per questo oggi ho chiesto ai firmatari di creare una sezione dedicata e separata all’interno del Codice per discuterne, dato che ad oggi non contempla questo tipo di strumenti”.
L’impegno per la gestione dell’AI andrebbe in due direzioni. Da una parte “costruire le necessarie garanzie che questi servizi non possano essere utilizzati da attori malintenzionati per generare disinformazione”; ldall’altra la necessità di rendere chiaramente riconoscibili agli utenti contenuti creati con la tecnlogia etichettandoli chiaramente.
“Ho detto più volte che abbiamo il compito di proteggere la libertà di parola. Ma quando si tratta di produzione di IA, non vedo alcun diritto per le macchine di avere la libertà di parola”, ha sottolineato.
“Vogliamo che le piattaforme etichettino la produzione di contenuti IA in modo che l’utente normale, che è distratto da molte cose diverse, veda chiaramente che non si tratta di un contenuto creato da persone reali. Per noi è importante che ci sia velocità, quindi etichettatura immediata e chiarezza”, ha chiosato.

Occhi puntati su Twitter

Tornando all’uscita di Twitter dal codice, Jourova ha definito la decisione del social un “errore”. “Ha scelto lo scontro”, ha aggiunto”, ha detto, convinta che la mossa non farà altro che attirare su Twitter “molta attenzione” in vista dell’entrata in vigore del Dsa, oggetto di “attento scrutinio”.
“Se Twitter vuole operare e fare soldi nel mercato europeo deve rispettare le nostre norme e prendere le misure appropriate”, ha rimarcato, guardando anche alle difficoltà del momento storico, con Mosca che “vuole compromettere il sostegno dei nostri cittadini per all’Ucraina e ridurre la fiducia nella democrazia”.

Ecco perché, ha concluso, “vogliamo che i firmatari del Codice di condotta si preparino per l’arrivo della legge sui servizi digitali”.