Giorgia Meloni (Foto Ansa)

L’aria che tira sui giornali. Giorgia, l’Europa e quei “legami pericolosi”

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Ma certo che Lei ha il vento in poppa e non c’è sondaggio che ogni giorno non lo confermi anche se, visto che è già cominciata la corsa per le elezioni europee, non farebbe male a guardarsi per quel che si sta muovendo sotto traccia alle sue spalle in paesi di grosso calibro come la Francia e la Germania che non vedono affatto di buon occhio i legami che la premier ha con Orban e suoi affini, cioè i paesi sovranisti che vorrebbero – altro che Ppe – avere molto più peso a Bruxelles. E non è un caso – nulla, in politica, accade mai per caso – che il Capo dello Stato Mattarella abbia ripetuti e stretti contatti con Macron e sia stato accolto a Parigi da un inconsueto bagno di folla festante. E idem a Berlino, dove il presidente della nostra Repubblica è stato accolto dal cancelliere Scholz con calorose e ripetute strette di mano che lo Spiegel e gli altri più importanti giornali tedeschi non hanno mancato di registrare.


E come non parlare poi della calorosa accoglienza riservata a Mario Draghi, vincitore del Premio Mazen, nel primo viaggio da lui fatto negli Statti Uniti dopo la fine del suo governo? Con l’ex premier, ora candidato di prima fila alla Banca Mondiale, che tiene a sottolineare quanto sarebbe importante che anche l’Ucraina possa entrare presto nella Nato. E gli osservatori più attenti che ricamano sul consolidato prestigio di cui godono i due personaggi: il nostro Capo dello Stato per quanto potrà fare per evitare che l’Unione europea cada nel grembo sovranista e il super blasonato Draghi perché impedisca che il nostro continente finisca – un pezzo c’è già – sotto l’ombrello economico della Cina. Però sarebbe un errore sottovalutare la scaltrezza della super vaccinata Meloni già pronta ad allestire una compagna elettorale a larghe tese che poco avrà a che fare con quella di Orbàn e della Vox spagnola. E poi Draghi è da tempo un suo amico e che male ci sarebbe se fosse proprio lui, dopo Mattarella, il nuovo Capo dello Stato?