L’aria che tira sui giornali. Berlusconi, imprese e politica. Un futuro da scrivere

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Non era mai accaduto prima che alla morte di un leader i giornali dedicassero – quasi venti il Corriere – così tante pagine infiorate da tonnellate di titoli, miriadi di foto, rimembranze e corsivi che ne tratteggiassero la lunga e avventurosa storia. Ma “Il populista” – titola La Repubblica – meritava questo e altro perché nessun altro personaggio  dagli anni ’80 a oggi, era mai riuscito come lui ad attirare simili platee di consensi e poi, quando la sua stella aveva cominciato a offuscarsi, anche di critiche. Riuscendo però sempre, per l’originalità, l’estrosità e la spontaneità dei suoi atti, ad attirare la simpatia di tutti, tanto che persino La Stampa, un quotidiano che lo aveva spesso inondato di critiche, lo saluta oggi solo con un “Ciao Cavaliere” che intende essere un tangibile segno di affetto per un uomo che aveva provato, più di ogni altro, a cambiare il modo di fare politica in Italia. Un “Come te non c’è nessuno” chiosa il Riformista di Matteo Renzi, che forse calza a pennello con l’idea che molti italiani si erano fatti del Cavaliere. 

Solo che, messe da parte le emozioni e le gustose rievocazioni dei tanti colpi d’ala dell’inimitabile, i giornali, sia pure in brevi trafiletti, non potevano poi non accennare all’enigmatico “dopo”. 
Perché – è il titolo di prima pagina del Sole 24 Ore – “c’è ora un impero di fronte alla prova successione”, un corposo enigma sia politico, sia finanziario che, dopo i funerali di Stato del Cavaliere che si terranno mercoledì, non potrà non ingolfare di interrogativi sia la politica che i media. 

Sono soprattutto tre i nodi da sciogliere. Il primo è l’asse ereditario. Come verrà spartito tra i cinque figli del Cav il consistente patrimonio? Con un quesito ancora più importante: la figlia Marina e gli altri figli intendono mantenere l’impero Mediaset o preferirebbero disfarsene?
Il secondo: Forza Italia, il partito creato da Berlusconi, intende presentarsi compatto alle elezioni europee e, se sì, con quale leader visto che il Cavaliere non sembra che ne abbia mai designato ufficialmente uno? Oppure si assisterà a una rapida trasmigrazione di parlamentari e  iscritti verso il partito più congeniale che, sulla carta, pare oggi essere quello della Meloni? 
E il terzo: è probabile che il Cav, durante la sua lunga e sofferta degenza, abbia provveduto a stilare un testamento. Destinato a figli e parenti, ma forse anche al futuro di Forza Italia e al ruolo che dovrà avere in vista delle elezioni europee. E l’attesa per quello che può aver scritto, o non scritto, il Cav è davvero grande.