I 40 anni del Corriere dell’Umbria: in un dibattito il futuro della carta stampata

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Annunziata, Gomez, parapini e Ravetta si confrontano sul tema

Il fatto che nella crisi generale della stampa un imprenditore come Francesco Polidori (Cepu, eCampus e molto altro nel campo della formazione) abbia deciso d’investire sul Corriere dell’Umbria è un esempio di come qualcosa si muova nella stampa locale, di come (sono parole di Lucia Annunziata), in questo campo l’acqua sembri frizzante.
Su questo tema hanno discusso nel pomeriggio del 13 giugno, nella storica sala dei Notari a Perugia, con il coordinamento del direttore di Prima Comunicazione Alessandra Ravetta, Lucia Annunziata, Peter Gomez, direttore del sito web ilfattoquotidiano.it e dal prossimo 1 settembre condirettore del Fatto Quotidiano, il direttore della sede Rai umbra Giovanni Parapini, e Sergio Casagrande, direttore responsabile del Corriere dell’Umbria.

Sergio Casagrande con Peter Gomez e Francesco Polidori

Ruolo cruciale sul territorio

Così, guardando al caso Corriere, ceduto dal gruppo Angelucci a Polidori, ma anche a diversi altri passaggi di proprietà della stampa locale – com’è il caso dei quotidiani del Centro e della Sardegna di Gnn alla Sae, alla nascita di due nuovi quotidiani provinciali in Trentino, IT e Il Nuovo Trentino, e delle trattative in fase finale per la vendita dei quotidiani del Triveneto da Gedi alla cordata di imprenditori messa in piedi da Techint – è stato sottolineato come i giornali locali possano ancora svolgere un ruolo cruciale sul territorio.

Rapporti tra media e imprenditori

Fra i temi toccati, quello che nello stesso campo è avvenuto già da anni negli Stati Uniti, dove i media locali sono ancora vivi e vegeti e come sia possibile un rapporto “pulito” fra imprenditori editori e giornali (Annunziata), come, con le dovute differenze fra carta e web, i quotidiani possano soddisfare il bisogno d’informazione non solo di ogni diversa comunità, ma di ogni singolo cittadino (Gomez), quali criticità si possano incontrare con l’avvento delle nuove generazioni native digitali e come l’esempio delle province andrebbe portato al centro (Parapini) e di come, nel caos della comunicazione fra social e fake news, si possa andare oltre il radicamento tradizionale dei quotidiani locali e di come siano cambiate le priorità fra carta e digitale, facendo del digitale il luogo della notizia e della carta un luogo d’incontro, un momento di approfondimento, riflessione e di racconto di storie (Casagrande).

Nel successivo dibattito con il pubblico sono stati affrontati temi caldi come irruzione dell’intelligenza artificiale nel giornalismo e l’impatto sulla cronaca della nuova legge sulla presunzione d’innocenza.