Berlusconi e il suo impero. Corrono le ipotesi sul futuro di Mfe

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Uno degli interrogativi che si sono aperti con la morte di Silvio Berlusconi riguarda la suddivisione dell’impero economico che fa riferimento soprattutto a Finivest. Con un fatturato delle società controllate o fortemente partecipate superiore ai 5 miliardi di euro e circa 20mila dipendenti totali, il gruppo è sicuramente una delle maggiori realtà imprenditoriali italiane e si pone tra i protagonisti internazionali della comunicazione, dell’intrattenimento e della finanza.

(Foto Ansa)

Come è strutturato l’impero Berlusconi

Il suo cuore è in Fininvest, controllata con un sistema di 7 holding di cui quattro sono riconducibili a Silvio Berlusconi con una quota complessiva del 61,21%. Nelle altre 3 holding sono presenti una quota ciascuno i cinque figli: Marina e Piersilvio con il 7,65% rispettivamente nelle holding IV e V; Barbara, Luigi ed Eleonora con una quota complessiva del 21,42% nella holding XIV.
Nel portafoglio di Finivest figurano le partecipazioni nelle tre quotate Mfe (47,9%), Mondadori (53,3%), Banca Mediolanum (30%), ed altri investimenti tra cui il Teatro Manzoni (100%) e il 100% del club Società Sportiva Monza 1912, rilevato nel settembre 2018, a poco più di un anno della cessione del Milan a una cordata cinese.

La gran parte del patrimonio immobiliare, incluse le residenze più famose è invece custodito nella società Dolcedrago, di proprietà esclusiva del Cavaliere.

Galassia Berlusconi (Infografica Repubblic.it)

Il futuro

In un articolo sulla Stampa, firmato da Francesco Spini, vengono riassunte le diverse ipotesi che hanno preso corpo sulla holding tv di Cologno. Tre in tutto, anche se per il momento dalla famiglia si è parlato di “assoluta continuità”.

“La più scontata” scrive, parte dalla presenza nel gruppo di Vivendi, la media company francese della famiglia Bollorè, che in Mfe detiene il 23,6% dei diritti di voto. Nel 2016, tra le due parti era arrivato un accordo “per fare una grande alleanza che invece si rivelò un pantano: tra un tentativo di scalata (di cui la famiglia non ha mai perdonato il tempismo, visto che cominciò durante una degenza del Cavaliere), guerre legali, scontri all’ultimo voto”. da due anni i rapporti si sono distesi, con i francesi scesi dal 29,9% raggiunto, “discesa che si è però interrotta, visti i corsi non favorevoli del titolo”. “Torneranno alleati?”, la domanda. “Bolloré non farà la prima mossa”.
La seconda congettura riguarda la Germania, “dove Mfe ha spostato il primo carrarmatino del suo risiko delle tv: ha comprato poco meno del 30% di ProsiebenSat1”. Una combinazione sull’asse Cologno-Monaco “creerebbe un colosso con soci i Berlusconi, i francesi e i cechi di Ppf, saliti al 15% del gruppo tedesco”.
La terza ipotesi riguarda la vendita a gruppi internazionali. “I pretendenti negli anni non sono mancati”, si legge. Da tentativo di Rupert Murdoch negli Anni 90, a quello più recente – pare – di Discovery, rispedito al mittente.