Rasmus Kleis Nielsen

Come cambiano le notizie nell’era digitale e social? Report Reuters: viviamo un cambiamento senza ritorno, una nuova normalità

Condividi

Graduatorie, posizionamenti, autorevolezza dell’informazione online sotto la lente di una ricerca affidabile. Arrivano tante indicazioni utili ma anche notizie preoccupanti dal Digital News Report 2023 dell’Istituto Reuters. La crisi economica e il ricambio generazionale stanno mettendo sotto pressione l’editoria mondiale. In Italia per affidabilità vince l’Ansa davanti a SkyTg24

Il nuovo appuntamento, targato 2023, del Digital News Report di Reuters racconta di un contesto complesso. Per gli attori di questo mercato – secondo i dati salienti della ricerca – la sfida è sempre più articolata: impattano la crisi economica, il cambio di modello e di abitudini di fruizione delle nuove generazioni, una minore disponibilità ad abbonarsi e a seguire gli argomenti ansiogeni. Altro aspetto di tendenza, l’inclinazione verso un protagonismo disimpegnato, che è pure simbolizzato dal fatto che tra i più giovani cresce anche per le news il riferimento a TikTok, mentre diventa sempre meno rilevante Facebook.

Sul podio per la ‘fiducia’ ci sono Ansa, SkyTg24 e Sole24Ore

In Italia, la ricerca condotta in 46 Paesi da dodici edizioni, registra per il sesto anno consecutivo la leadership dell’Ansa in termini di affidabilità. La fiducia degli italiani per questa fonte d’informazione cresce dal 73% al 78%. Al secondo posto c’è SkyTg24 (71%), con Il Sole 24 Ore al 69%, con entrambe le testate citate che hanno acquisito più credibilità rispetto alla precedente rilevazione (65%). Nella top five della fiducia, inoltre, al quarto posto si colloca il Corriere della Sera, davanti a La7. Tra i siti d’informazione al primo posto per performance c’è TgCom24, ANSA.it è secondo, terzo è SkyTg24, quarto Repubblica.it.

Diffidenza e scarsa disponibilità a pagare per le news online

Più in generale nel nostro Paese resta “molto bassa” la fiducia nelle notizie (34%) e la percentuale di italiani che pagano per le news online: la quota si attesta al 12% ed è la stessa di cinque anni fa. Secondo la ricerca continua a diminuire nel nostro paese la fruizione di notizie cartacee e solo il 16% degli intervistati dichiara di utilizzare fonti di stampa (era il 59% nel 2013). Nella fruizione di notizie tiene la tv (69%), mentre il 70% dice di usufruirne online, con il 34% che dichiara di condividere news su social, chat e e-mail.

Reuters sottolinea come “la maggior parte delle testate italiane si basi sulla pubblicità online per finanziare operazioni digitali”, ma che la parte da leone nel settore dell’adv la fanno comunque Google e Meta (85% della torta nel 2021). Dal 2017 al 2021, infine, i ricavi della pubblicità tradizionale “sono diminuiti del 10%, nel settore televisivo e della carta stampata, comportando una riduzione di 2.400 dipendenti (-17%) nei quotidiani e nei magazine”.

Posizionarsi. E riconnettersi col pubblico

Gran parte dell’editoria mondiale dopo le prime ondate di digitale affronta però ora un cambiamento molto più radicale. Le nuove generazioni si affidano quasi interamente ai vari media digitali e quindi, secondo Rasmus Kleis Nielsen, direttore dell’Istituto Reuters “questo sarà un cambiamento senza ritorno, una nuova normalità in cui i mezzi di informazione dovranno ritagliarsi il loro posto se vorranno connettersi con il pubblico”.

Rasmus Kleis Nielsen
Rasmus Kleis Nielsen

Secondo il rapporto, il ricambio generazione unito all’aumento del costo della vita connesso al post pandemia e alla guerra sta mettendo sotto pressione i modelli di business. Nel mondo oltre un terzo (39%) degli abbonati alle news online ha annullato o rinegoziato i propri abbonamenti. Solo il 17% paga in media per le notizie. L’Istituto Reuters certifica anche un calo mondiale della fiducia nelle news: si attesta al 40%, rispetto al 42% del 2022. Si registra inoltre un calo di interesse in genere per le notizie: le rifugge il 36%, tra questi circa la metà (53%) lo fa in modo periodico, altri le controllano meno spesso (52%) o evitano gli argomenti difficili o che provocano ansia (32%). La spinta dei lettori giovani si misura sui social media: Facebook diventa sempre meno rilevante come fonte di informazione e di conseguenza come fattore trainante del traffico sui siti (solo il 28% ha avuto accesso alle notizie tramite la piattaforma). TikTok è il social che registra la crescita più rapida: è utilizzato dal 44% dei giovani di età compresa tra 18 e 24 anni, lo usa per le notizie il 20%. L’utilizzo di Twitter per le news è rimasto relativamente stabile nella maggior parte dei Paesi anche dopo l’acquisizione di Elon Musk; mentre l’uso di piattaforme alternative a Twitter come Mastodon è estremamente basso. Secondo il rapporto, gli utenti di TikTok, Instagram e Snapchat tendono a prestare maggiore attenzione alle celebrities e agli influencer piuttosto che ai giornalisti e ai media. Infine, il 56% degli utenti afferma di essere preoccupato perchè non riesce a distinguere le notizie reali dalle fake news e cresce lo scetticismo per le notizie scelte dagli algoritmi.