Pietro Labriola (foto LaPresse)

Tim, Labriola: sistema squilibrato, regole ferme a 20 anni fa

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L’ad del gruppo tlc parla di “clima generale positivo in Cda”. Invitando ad “abbassare i toni”.

“Non può essere che il sistema delle tlc sia ancora regolato con regole di un sistema di venti anni fa: c’è un tema di regole da affrontare”. E’ l’invito dell’ad di Tim, Pietro Labriola, in un panel di Telco per l’Italia.
“Se ci sono zone non coperte non che è peggiorato il servizio, dobbiamo essere chiari o ci troveremo fra mesi a fare l’autopsia del settore”, ha spiegato nel suo intervento, ripreso da AdnKronos, ricordando che negli Usa ci sono solo tre operatori: “questo vi dice nulla? Investono in un conto economico che gli permette di investire in nuovi servizi”.

“Parliamo di fatti: l’Europa è riuscita a raggiungere livelli più bassi rispetto al mercato” un tempo dominato dai grandi operatori pubblici e quindi “era giusto e legittimo all’epoca, ma dobbiamo dire che quel periodo ha raggiunto quel risultato e dobbiamo passare oltre”, ha spiegato.

Regole squilibrate

Il focus per il manager resta il fronte dei conti. “Abbiamo un bilancio, dobbiamo far tornare dei numeri rispettando regole asimmetriche, metteteci nelle condizioni di lavorare al meglio per i clienti e per il Paese. Oggi sulla fibra agli attuali livelli di prezzo non c’è ritorno sugli investimenti. Però lo facciamo. Se c’è questo vulnus ci dobbiamo porre un problema”.

“Non siamo aziende non profit, dobbiamo generare utili per ripagare gli azionisti. Il dato di fatto è che il nostro settore non raggiunge la generazione di cassa e abbiamo regole squilibrate”, ha spiegato.
“Se non funziona Youtube o Netflix mi dite a che numero dobbiamo chiamare? Perchè noi dobbiamo avere un callcenter?” a cui si rivolgono gli utenti per i disservizi delle piattaforme.

“Mettere la fibra ti permette di non avere colli di bottiglia ma se aumenta il volume di dati “perchè ad esempio si ascolta musica su youtube mandando video, per Labriola “‘Houston abbiamo un problema’. Se Fb decide di trasmettere il campionato di calcio la rete si flasha, attenzione perchè l’accesso mobile non è la fibra” ha avvertito. “Oggi sulla fibra agli attuali ritorni di prezzo non c’è convenienza nell’ investimento ma lo facciamo lo stesso; ma se c’è questo vulnus dobbiamo porci il problema”, ha rimarcato.

Labriola fiducioso sulla Rete

Nell’intervento anche un riferimento alla offerte sulla Rete, presentate la scorsa settimana. “Non abbiamo ancora visto le offerte” migliorative, ma “quando si gestisce un dossier complesso come questo devi essere fiducioso del fatto che le cose debbano e possano andare bene”, ha detto.
“Noi dobbiamo risollevare questa azienda, abbiamo un piano A e un piano B, dobbiamo lavorare per cercare di raggiungere gli obiettivi e soddisfare tutti gli azionisti” ha concluso.

Il clima in Cda

Da ultimo un riferimento anche alla situazione all’interno del consiglio di Amministrazione, dove si è appena registrato l’ingresso di Alessandro Pansa al posto di Arnaud de Puyfontaine. “Il clima generale è positivo”, ha commentato Labriola.

“Premesso che sono uno dei 14 consiglieri, ed è una decisione del board, parliamo sempre dell’importanza della dialettica e del contraddittorio, ma il fatto che non necessariamente ci siano su un dossier così complesso come quello di Tim, una decisione presa all’unanimità è un fatto che sta nella natura delle cose”.
“Cercherei di abbassare i toni, sennò sembra costantemente una contrapposizione” ma, ha sottolineato, “non si tratta di contrapposizione perché altrimenti non avremmo un cda, non ci sarebbero discussioni ma una sola persona che decide”.
A chi gli chiedeva se avesse ricevuto qualche chiamata da Vivendi per la candidatura di Luciano Carta, Labriola ha replicato: “Io non ho ricevuto nessuna chiamata, non so gli altri tredici” consiglieri.