L’aria che tira sui giornali. Schizzi e disegni per il dopo Berlusconi

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Le prime diciassette pagine del ‘Corriere della Sera’ sono anche oggi dedicate solo a lui ed è probabile che le copie del giornale siano andate a ruba già di primo mattino.
E via a leggere tutto d’un fiato il lungo articolo di Paola De Caro dedicato, in punta di penna, a quale potrà ora essere il futuro di Forza Italia due volte orfano perché pare quasi certo che il Cavaliere non abbia, di proposito, voluto indicare il nome del suo successore. Difatti la giornalista – chissà quali saranno state le sue “fonti” – si limita a divagare solo sulle procedure che, in tempi sperabilmente brevi, dovrebbero portare alla designazione di un “provvisorio” presidente – e chi se non il fidato suo quasi vice Tajani? – a cui spetterebbe il compito di indire un congresso, in tempi e modi  però ancora da decidere perché non è escluso che possano essere coinvolti – altro “se e ma” che la De Caro lascia appesi nel vuoto – anche gli eredi del Cav tipo Marina e Pier Luigi.  Anche perché il futuro del partito non potrà non essere legato a doppio filo anche ai “pilastri” dell’impero berlusconiano: Fininvest, Mediolanum, eccetera. 

Orfani e orfanelli, insomma, restano ancora a bocca asciutta in attesa di un chissà che cosa potrà “maturare” anche nelle segrete stanze della famiglia. Con l’aggiunta che non basta a tranquillizzare gli animi il righino di commento: “Forza Italia non si tocca”, fatto ieri da Giorgia Meloni. 
Perché solo gli smemorati di Collegno possono pensare che il film del “dopo Silvio” possa finire a tarallucci e vino. Ad esempio non va  trascurato il dettaglio della figlia Marina e della quasi-vedova Fascina  che ostentatamente si sono tenute per mano sul sagrato del Duomo alla fine della cerimonia funebre.

Comunque, non si illuda la sinistra – al Duomo rappresentata ieri solo da Elly Schlein – che questo garbuglio di problemi possa portare acqua al suo mulino. Primo, perché il centro destra di Forza Italia e la destra tutta destra della Meloni possiedono ormai –  tra Rai e Mediaset – più dell’80% del bacino degli ascolti di questo paese, quanto basta per governare e portare a casa molti voti anche  alle prossime elezioni europee.
Secondo, perché non sarà facile per Forza Italia trovare un leader che abbia la grinta, la forza e l’aggressività dell’attuale premier. La quale però ha tutto l’interesse a raccogliere voti anche dentro il Ppe, il partito di centro che governa l’Europa da un pezzo.
Insomma alla Meloni farebbe comodo avere, in Europa, un piede in due staffe: uno al centro e l’altro a destra.

E, nel frattempo, la Lega di Matteo Salvini che fine farà? Storia ghiotta anche questa: tutto fa pensare che avremo presto sue notizie.