Rai, il nuovo assetto della corporate targata Sergio-Rossi

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Dopo le nomine editoriali, ecco come ad e dg hanno ridisegnato le prime linee

Se le nomine ai telegiornali ed alle direzioni editoriali – che fanno più gola alla politica – sono state fatte subito e tutte in blocco il 25 maggio, è stata ridisegnata un po’ alla spicciolata tutta la prima linea della Corporate, cioè la squadra dei direttori che supportano direttamente l’amministratore delegate Roberto Sergio e il direttore generale Giampaolo Rossi. Nomine che sono meno paparazzate, anche perché non devono passare dal Cda per il via libera come quelle editoriali, ma sono scelte dirette dell’ad.

Corporate più politicizzata

E ora che la squadra dei primi riporti è praticamente al completo cosa se ne può evincere?
La prima caratteristica, abbastanza inusuale, è che molti giornalisti occupano posizioni chiave. E dato che i giornalisti alla Rai sono i più politicizzati risulta che la Corporate è molto politicizzata.
Inoltre la squadra dei super direttori scelta da Sergio e Rossi è più spostata a destra rispetto alle nomine editoriali, anche se la sinistra mantiene qualche casella importante.

Relazioni istituzionali per Mariella, Isoradio a Ferraro

Cartina di tornasole della pervasività dei giornalisti nella nuova Corporate sono le nomine proposte al Cda di martedì scorso che hanno riparato in primo luogo lo smacco subito da Angela Mariella.
La fervente salviniana direttrice di Isoradio era stata in pole position per il Giornale radio e successivamente per Rai Sport, ma in entrambi i casi era stata surclassata, all’ultimo, prima dal redivivo Francesco Pionati convertitosi al leghismo per accaparrarsi il Gr1, e successivamente allo Sport da Iacopo Volpi in quota Forza Italia.
Mariella è stata premiata con le Relazioni istituzionali, una casella importante che si interfaccia con il Parlamento la politica e le istituzioni, ma che da diversi anni non da segni di grande attivismo.
Mentre a Isoradio, il canale che informa su traffico e viabilità h24, viene promossa Alessandra Ferraro, navigata capo redattrice della testata di Aosta, che viene data vicina al Vaticano ed è in area Forza Italia e guadagna i galloni di
direttore.

Mazzà per il contratto di servizio

Dalle Relazioni Istituzionali esce invece Luca Mazzà, ex direttore della testata radiofonica considerato vicino ai democratici, spostato alla direzione per il Contratto di servizio e Progetti strategici connessi, collocata all’interno della Direzione Coordinamento Iniziative Strategiche.
Una direzione creata ex novo dall’ad Roberto Sergio e molto caldeggiata dalla presidente Marinella Soldi, che è stata affidata a Giuseppe Pasciucco, già direttore dello staff dell’ex ad Carlo Fuortes e neopresidente di RaiWay.
Sia Mazzà, sia Pasciucco, si concentreranno sul Contratto di Servizio che su input del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, i vertici della Rai dovrebbero portare al voto del Cda entro fine giugno o agli inizi di luglio.
Impresa complicata, dato che del nuovo documento non si sa nulla e il Cda avrebbe tempi strettissimi per valutare gli impegni che la Rai dovrà assumere nei prossimi cinque anni.

Le preoccupazioni di Bria e Laganà

Il Contratto di Servizio, inoltre, è strettamente legato alle linee del Piano industriale. Queste ultime sono state al centro del Cda di martedì 13 giugno, che le ha approvate, ma senza la partecipazione dei consiglieri Francesca Bria (Pd), e Riccardo Laganà (dei dipendenti), usciti non condividendo “l’inusuale modalità dell’ iniziativa in un quadro di completa
incertezza rispetto alle risorse economiche a disposizione dell’azienda. Non solo per il piano industriale ma anche per le attività correnti”, sottolineando che “nonostante le sollecitazioni fatte anche nella recente seduta della Commissione di Vigilanza non sono ancora chiare le modalità di finanziamento del servizio pubblico a partire dal 2024.”.
La preoccupazione dei due consiglieri riguarda il futuro del canone, che il ministro del Mef Giancarlo Giorgetti ha dichiarato di voler togliere dalla bolletta elettrica, raccogliendo l’invito dell’Europa, ma non ancora ha chiarito né i tempi, né quale possa essere la soluzione alternativa per finanziare il servizio pubblico.

Rao alla comunicazione

Tornando nuovamente alle nomine di Corporate, Nicola Rao, FdI, ex direttore del Tg2 e già vicedirettore del Tg1 per cui era in corsa, è salito a capo della mega direzione della Comunicazione, subentrando a Pierluigi Colantoni.

Rao ha riorganizzato la struttura su tre asset: relazioni esterne e Comunicazione Corporate, direzione Creativa e ufficio stampa.
Marco Zela, che lavorava alla Radio sotto Sergio, è il nuovo responsabile della prima area, con qualifica di direttore. Zela ha già lavorato alla Comunicazione quando il direttore era Giovanni Parapini, oggi capo della sede Rai in Umbria.
Partito di riferimento la Lega, che sta guadagnando posizioni importanti nella nomenclatura della Rai, sarà l’uomo degli eventi.
Colantoni, di area centrosinistra nominato a capo della Comunicazione in epoca Fuortes, ritorna a fare il creativo -attività in cui eccelle – come direttore di Creativa.
Fabrizio Casinelli, berlusconiano di lungo corso e già a capo dell’Ufficio Stampa, uno che sa fare molto bene il suo mestiere, guadagna la qualifica di direttore.

Cunsolo alla produzione tv

C’è poi un cambio importante alla direzione Produzione Tv, dove Marco Cunsolo, amico personale di Salvini, da vicedirettore del Prime time conquista lo scettro subentrando a Paola Sciommeri.
Sciommeri, in quota centrosinistra, viene però tutt’altro che mortificata perché assume la responsabilità della mega direzione Infrastrutture Immobiliari e sedi locali e dovrà implementare il Piano immobiliare elaborato dall’ex direttore Roberto Cecatto, appena nominato ad di Rai Way.

A fronte di Luigi Meloni, già direttore del Coordinamento sedi regionali, di area centrosinistra che assume la responsabilità della Struttura Corrispondenti esteri, ci sono molti meloniani che conquistano caselle delicate. Come Monica Caccavelli, in passato a capo della direzione Acquisti da cui si era dimessa, e ora nominata alla direzione Safety & Security; Maurizio Fattaccio, da sempre di Fratelli d’Italia e già responsabile affari Fiscali della direzione Finanza e pianificazione, sale alla guida della neo direzione Affari Fiscali e Tax Compliance. O ancora Alessando Zucca, già in ruoli di prima linea della Corporate e in prima linea alla vicedirezione della Radio in epoca Fuortes, torna in auge alla
direzione per il Coordinamento Sedi Regionali, ruolo che aveva già ricoperto in passato.