Tim: le offerte per la Rete al vaglio del cda

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Nel giro di una settimana potrebbe arrivare la decisione del board sulle proposte di Kkr e Cdp-Macquarie.
Mentre Vivendi resta in silenzio

La partita sulla Rete di Tim potrebbe subire una svolta, con il gruppo tlc che, nel giro di una settimana, dovrebbe scegliere con chi dei pretendenti – Kkr e l’asse Cdp-Macquarie – proseguire la trattativa per la cessione di Netco.
Nell’ordine, le offerte saranno sottoposte al Comitato parti correlate, il cui parere sarà sul tavolo del board che si riunirà nel pomeriggio di oggi, 19 giugno. Ma solo il 22 giugno, con una seconda riunione, arriverà una decisione.

Secondo le indiscrezioni raccolte dall’agenzia Ansa, Kkr con il secondo rilancio ha alzato la posta di due miliardi, fino a 23 miliardi; Cdp e Macquarie sono ferme a 19,3 miliardi ma hanno lavorato sulle garanzie Antitrust, secondo indiscrezioni rispolverando un piano di spinoff di Open Fiber con il fondo australiano che acquisirebbe gli asset nelle aree nere.

Piano B per Labriola

L’ad Pietro Labriola ha ribadito che oltre al piano A c’è sempre un piano B, perchè “dobbiamo lavorare per cercare di raggiungere gli obiettivi e soddisfare tutti gli azionisti”.
Nelle ultime settimane per esempio, ricorda Ansa, si è riaffacciata l’ipotesi di derogare dalla fusione con OF per evitare problemi Antitrust; così come non si è mai smesso di parlare della possibilità di far entrare altri soggetti in partita, in particolare il fondo F2i che starebbe dialogando con i diversi attori coinvolti, ma il mercato guarda anche a Poste che sempre più spesso si propone come investitore in infrastrutture.

La linea di Vivendi

Resta poi l’incognita Vivendi, in quello che l’agenzia definisce un “rumoroso silenzio”. Da Parigi nessuno si sbilancia in attesa che il cda faccia la prima mossa, ma il Sole24ore è ritornato sulle ipotesi di una possibile confluenza dei dossier Tim ed Mfe, dove Vivendi è il minimo comune denominatore. Per il quotidiano, una delle possibili soluzioni ‘strategiche’ potrebbe prevedere la fusione di Mfe con ServCo oppure lo sviluppo del progetto europeo. Ma secondo gli analisti è solo uno dei tanti scenari che si potranno aprire a valle dell’operazione NetCo.