Sam Altman (Foto Ansa)

Da OpenAI pressioni per annacquare le regole europee sull’intelligenza artificiale

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OpenAI, l’organizzazione creatrice di ChatGpt, avrebbe esercitato pressioni su eurodeputati e funzionari dell’Unione europea “per annacquare alcuni elementi dell’AIAct”, il nuovo testo sulle regole per l’intelligenza artificiale appena varato dall’Eurocamera.

A rivelarlo – riporta Ansa – è un’indagine del Times.

OpenAI, insieme a Microsoft e Google, avrebbero fatto pressioni specifiche anche suggerendo emendamenti al testo per far si che i sistemi IA generici come Gpt-3 non fossero classificati come “ad alto rischio” e quindi sottoposti a a severi requisiti legali. La ditta creatrice di ChatGpt avrebbe condiviso con i funzionari europei un ‘white paper’ in cui venivano evidenziate le misure di sicurezza implementate da OpenAI per prevenire l’uso improprio dei suoi strumenti di intelligenza artificiale generativa. Il testo spingeva per una posizione sostanzialmente orientata verso l’autoregolamentazione, osserva il quotidiano britannico. OpenAI avrebbe anche chiesto modifiche alla testo dell’Eurocamera per consentire rapidi aggiornamenti dei suoi sistemi senza lunghe valutazioni.