5g (Foto di Gerd Altmann da Pixabay)

5G in crescita nel mondo. India in prima linea, mentre l’Europa arranca

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Lo racconta la nuova edizione del Mobility Report di Ericsson mettendo in evidenza le difficoltà del Vecchio Continente

Crescono in tutto i mondo gli abbonamenti al 5G e, secondo le previsioni, entro la fine del 2023 potrebbero raggiungere la cifra totale di 1,5 miliardi. Lo segnala la nuova edizione del Mobility Report di Ericsson.

India in prima linea

“Nonostante le sfide geopolitiche e il rallentamento macroeconomico di alcuni mercati gli operatori continuano a investire nel 5G”, rileva lo studio.
L’India è in prima linea con circa 10 milioni di abbonamenti al 5G alla fine del 2022 e un trend in costante crescita. tanto che, è la stima, entro la fine del 2028 la tecnologia rappresenterà circa il 57% degli abbonamenti di telefonia mobile nel Paese, che si impone come la regione con la crescita più rapida a livello globale.
“Dopo il lancio dei servizi 5G, nell’agosto 2022, il grande mercato indiano sta vivendo una stagione di imponenti implementazioni del nuovo standard nell’ambito dell’iniziativa Digital India”, spiega il rapporto, sintetizzato da Ansa.

Guardando al Nord America alla fine del 2022 è stata registrata la più alta penetrazione di abbonamenti 5G a livello globale con il 41%. In questa regione, spiega l’analisi, la diffusione degli abbonamenti è stata più forte di quanto previsto nelle precedenti edizioni del rapporto. Il traffico dati della rete mobile globale continua a crescere e si prevede che l’utilizzo medio mensile per smartphone supererà i 20 GB entro la fine del 2023.

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Nel mondo 240 operatori con servizi 5G

A livello globale, rileva ancora la ricerca, sono circa 240 gli operatori che hanno lanciato servizi commerciali 5G e circa 35 quelli che hanno implementato reti 5G standalone.
In continua crescita anche i ricavi nei principali mercati. “I servizi 5G più comuni, destinati ai consumatori finali, sono la banda larga mobile avanzata, il fixed wireless access, il gaming e alcuni servizi basati su AR/VR, come la didattica a distanza”, spiega il rapporto, che evidenzia come il 5G stimoli anche “il modo in cui gli operatori confezionano le loro nuove offerte di tipo mobile ed è sempre più comune l’offerta di bundle con vari servizi di intrattenimento come la televisione, lo streaming musicale o le piattaforme di cloud gaming”.

Circa il 58% degli operatori 5G lo fa già, secondo diverse formule. Più di 100 operatori, ossia circa il 40% del totale di fornitori di servizi Fwa, offrono attualmente il fixed wireless access su rete 5G. L’Fwa, rileva Ericsson, “è in forte crescita in termini di numero di operatori mobili che lo offrono, percentuale di quelli che offrono Fwa su 5G, percentuale di operatori con tariffe basate sulla velocità, quantità di traffico dati gestito con l’aumento sia del numero di connessioni che del volume di traffico per singola connessione”. Il rapporto stima che entro il 2028 l’80% delle connessioni Fwa sarà su rete 5G.

Italia in ritardo

Su questo fronte la posizione italiana “sta perdendo colpi”. Anche se in realtà le difficoltà nello sviluppo della tecnologia sono un problema europeo, mentre Cina, Corea e Stati Uniti sono più avanti.
“Il 5G è una tecnologia che servirà ad abilitare l’investimento delle industrie, a creare la manifattura 4.0, spingere l’agroalimentare, sviluppare nuove capabilities”, ha spiegato l’amministratore delegato di Ericsson in Italia, Andrea Missori. “Se vogliamo fare i porti intelligenti, la public safety avanzata, abbiamo bisogno del 5G. Tanto più lenti saremo tanto più freneremo la capacità di investire del Paese su tecnologie specifiche. Se manca la piattaforma la startup che farà la logistica dei porti nascerà a Rotterdam e non a Livorno o Gioia Tauro”, ha aggiunto.
“I fondi Pnrr sono andati quasi tutti sulla fibra. Il messaggio al governo potrebbe essere di non chiudersi su un’unica dimensione perché non è troppo tardi per affiancare”, ha concluso.