A Milano, la Diversity premia

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Al Teatro Lirico di Milano intestato a Giorgio Gaber, ieri sera sono stati di scena i Diversity Media Awards, premi alla ‘diversità’, all’inclusione (termine però non esemplare: chi include chi?), alle esistenze multicolori.
Lo spettacolo, presentato da Matilda De Angelis e Alberto Boubakar Malanchino, il 1° luglio arriverà anche su Rai 1, in seconda serata. Arrivati all’ottava edizione, gli ‘Oscar dell’inclusione’ sono come sempre promossi dalla Fondazione Diversity. La sua presidente Francesca Vecchioni, il cui padre Roberto sul palco ha cantato il classico (e molto attuale) ‘Sogna, ragazza sogna’, ha anche ricevuto un Telegatto dalle mani del direttore di Tv Sorrisi e canzoni, Aldo Vitali.

Matilda De Angelis, Francesca Vecchioni, Alberto Boubakar Malanchino

Tanti i premi assegnati, a coprire i diversi generi dello spettacolo ma anche le differenti forme di inclusione. Con un filo conduttore, espresso da tutti i partecipanti: la rabbia per la recente sentenza di Padova dove i bambini di coppie omosessuali si sono visti cancellare la trascrizione all’anagrafe, perché sarà loro sarà tolto (con effetto anche ampiamente retroattivo) il nome di una delle due madri.

Kaze

Razzismo

Kaze, madre del Burundi e padre di Napoli, si è fatta notare quest’anno con la serie ‘Call my agent’. Racconta la giovane attrice che “c’è ancora molto da fare per superare gli stereotipi”, quelli per cui una ragazza nera nel cinema e nella tv italiana può fare solo la prostituta o la migrante. Lei invece si è laureata in Infermeria, “e anche agli esami mi trattavano in modo diverso, mi tenevano sotto mezz’ora quando gli altri se la cavavano in 5 minuti, poi nonostante un 109 di laurea sul lavoro non si fidavano di me”. Adesso – si spera- qualcosa è cambiato e lei sta preparando la seconda stagione della serie Sky.

Giulia Paganelli

Grassofobia

Anche Giulia Paganelli, premiata per il miglior prodotto digital (‘Eva Stai Zitta’), sul palco del Lirico ha fatto un po’ di autobiografia. E ha invitato a far fronte comune, perché “questa lotta riguarda tutti”. È la lotta con chi si complimenta perché dice che sei dimagrito, chi ti invita a camminare per smaltire, chi ti consiglia diete. Forse chi lo fa non se ne rende conto, ma in questo modo svaluta il corpo dell’altro, in nome di “una perfezione che non esiste, perché tutti i corpi sono validi”.

Benedetta Rossi

Bambini e Hiv

Fra i premiati più noti dei Diversity Media Awards 2023, c’è Benedetta Rossi, la blogger e conduttrice lanciata dal suo canale ‘Fatto in casa da Benedetta’, storie e avventure di cucina ruspante e non stellata ma altrettanto buona. Suo il programma in animazione per bambini ‘Super Benny’.
Anche Elena Di Cioccio è salita (come ospite) sul palco del Lirico, con una tutina bianca su cui accendeva un alone viola, a memoria dell’antica campagna di Gavino Sanna. Ed è intervenuta riepilogando, con la sua solita vena ironica, le disavventure di una persona con Hiv, come ha raccontato anche nel libro ‘Cattivo sangue’.

Benjamin e Joshua Israel, Valentina Bertani

Disabilità intellettiva

‘La timidezza delle chiome’ è un film in cui all’origine nessuno credeva. È stato fatto con pochi soldi, poi è uscito ed è arrivato a vincere un Nastro d’argento. Anche i Diversity Media Awards lo hanno adesso premiato, come miglior opera italiana. Protagonisti sono i due gemelli omozigoti Benjamin e Joshua Israel che, diretti da Valentina Bertani, filmano il proprio disagio nell’affrontare l’età adulta.

Diego Passoni, Mara Maionchi

Vecchiaia

Anche l’età ‘over’ è considerata una ‘diversity’, in un mondo performante e giovanilistico (pur se refrattario ai giovani). Il premio al miglior programma tv dell’anno è così assegnato ex aequo a due titoli che hanno per protagonisti anziani. Uno è ‘The Voice Senior’ condotto da Antonella Clerici. L’altro ‘Quelle brave ragazze’ con Sandra Milo, Marisa Laurito. E – in sala – la 82enne Mara Maionchi: “Pensavo che viaggiare fosse una cosa solo da giovani, invece ho scoperto che mi piace, anche se non voglio mai fare quello che mi propongono”.

gIANMARIA

I premi

Personaggio dell’anno Ornella Vanoni
Miglior serie tv italiana Prisma – Prime Video • Cross Productions
Miglior serie tv straniera The Umbrella Academy – Netflix
Miglior serie tv kids Super Benny – Frisbee, Discovery+ • KidsMe
Miglior film italiano La Timidezza Delle Chiome – Diaviva, Movieplus, distribuzione I Wonder Pictures in collaborazione con Unipol Biografilm Collection
Miglior programma tv ex aequo Quelle Brave Ragazze – Sky e NOW • Blu Yazmine ; The Voice Senior – Rai1• Fremantle
Miglior podcastStoria del Mio Nome – Spotify Studios, Chora Media
Miglior programma radioI Miracolati – Radio Capital
Miglior prodotto digital Eva Stai Zitta  Diet Culture, ripassino smart
Creator dell’anno Aida Diouf Mbengue – @aidaadiouf
Miglior servizio tg Tg3 – ‘Ius scholae e diritto alla cittadinanza: a che punto siamo?’ di Cristiana Palazzoni
Miglior articolo stampa quotidiani La Stampa – ‘Sono stato un bimbo non conforme. Proteggiamo il cuore dei più piccoli’ di Jonathan Bazzi
Miglior articolo stampa periodici 7 – Corriere della Sera – ‘Leggi, percorsi e il balzo tra gli adolescenti. Tutti i punti che dividono’ di Greta Sclaunich
Miglior articolo stampa web TheWom.it – ‘Mai Dati: l’inchiesta che denuncia l’assenza di dati sulla legge 194’ di Francesca Polizzi

Francesca Vecchioni, Aldo Vitali