Media Freedom Act, Bartoli: tutelare giornalisti in tutta Europa

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Mentre in sede europea potrà iniziare il trilogo tra Consiglio, Commissione e Parlamento europeo sul Media Freedom Act, audizione alla Camera alle Commissioni VII e IX per il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli sul tema. Dalla tutela dei giornalisti, alle garanzie contro spyware, dai Servizi pubblici Tv indipendenti, fino alla partecipazione dei giornalisti al nuovo Comitato Europeo Media, sono diversi i temi che Bartoli ha affrontato, di cui l’Odg ha dato conto riportando alcuni stralci del suo intervento.

Il ruolo dei giornalisti

“Valutiamo complessivamente positiva la proposta di regolamento denominata Media Freedom Act”, ha spiegato. “Il Media Freedom Act fa più volte riferimento al ruolo dei giornalisti come “professionisti dell’informazione” nonché principali artefici di una “informazione di qualità. (…) l’autonomia e l’indipendenza dei giornalisti sono condizioni indispensabili per garantire un’informazione corretta, la diversità di opinioni e l’assenza di qualsiasi tipo di discriminazione nella narrazione dei fatti”.
“Sarebbe quindi utile, anche in sede europea, definire il profilo del giornalista e delle sue garanzie, lasciando ai giornalisti le funzioni di autogoverno della categoria, come avviene in Italia con la presenza dell’Ordine”.

“Sotto controllo”

“L’articolo 4 dell’MFA sancisce il divieto di uso di spyware nei confronti di giornalisti. Tale possibilità, tuttavia, viene presa in considerazione (art-4, comma c) “caso per caso per motivi di sicurezza nazionale …o di gravi reati. Credo che si tratti di un punto sensibile, già questa formulazione può lasciare varchi all’azione di spionaggio contro i giornalisti ed è necessario delimitare con cura la casistica ed evitare che tale formulazione diventi più ampia.

Servizi pubblici

L’articolo 5 del regolamento delinea alcune prescrizioni per i fornitori di media per i servizi pubblici, tra queste la necessità di governance autonome dai governi.
L’Ordine dei giornalisti ha più volte ribadito, anche in Parlamento, la centralità del servizio pubblico radiotelevisivo (…) Abbiamo rimarcato, da tempo, l’importanza di avere una governance che non sia diretta emanazione del governo in carica, al di là delle contingenze politiche.
Riteniamo utili le azioni verso le grandi piattaforme del web mirate alla trasparenza e alla accessibilità. (…) Lascia perplessi il fatto che si rimandi comunque ad una sorta di autoregolamentazione degli stessi soggetti in campo e non ci si ponga il problema di una seria normativa antitrust nel campo della raccolta della pubblicità digitale da parte di pochissimi grandi player.
La proposta, infine, prevede l’istituzione del Comitato Europeo per i servizi di media che andrebbe a sostituire l’attuale ERGA (…) al fine di evitare sovrapposizioni e interferenze, emerge la necessità di coinvolgere i rappresentanti del mondo del giornalismo in quella che sarà la fase applicativa del Media Freedom Act. Sarebbe utile una sorta di “Consulta” permanente dei giornalisti europei che faccia da supporto e/o affianchi i lavori del Comitato sui temi di
competenza”.