Tim, Rossi: su rete approdo promettente. Con cessione colpo al debito

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“Il viaggio intrapreso da Tim potrà essere accidentato, ma la rotta è tracciata e l’approdo molto promettente, nell’interesse di tutti gli azionisti, di coloro che sono coinvolti nell’azienda e nella sua vita, del Paese, che ha bisogno di imprese prospere e di innalzare le sue capacità digitali”. E’ il giudizio che il presidente di Tim, Salvatore Rossi, ha espresso a proposito delle mosse del gruppo tlc su NetCo, contenuto nella relazione dell’Organo di vigilanza sulla parità di accesso alla rete.

“Sono ora in corso trattative in esclusiva col fondo di private equity Kkr, autorizzate dal Cda di Tim giovedì scorso, per la cessione della rete”, ha ricordato. Sottolineando che l’obiettivo principale “è comunque quello di cedere la rete fissa di accesso a un acquirente terzo”. “Si realizzerebbe così in pieno il superamento dell’assetto di operatore verticalmente integrato, necessario per passare a modelli di prezzo che riducano l’incertezza sulla remunerazione degli investimenti”.

Con cessione rete colpo decisivo al debito

Con un risvolto non da poco sul debito del gruppo. “La condizione finanziaria di Tim, ha ricordato, è un’ulteriore ragione per cedere la rete. Si darebbe un colpo decisivo al problema del debito che da così tanti anni affligge l’azienda e ne ostacola i piani d’investimento”.

Rimuovere vincoli

“La regolamentazione dell’accesso alla rete di Tim deve conformarsi al diritto europeo, che in queste materie è in rapida evoluzione”, ha detto poi parlando in generale. “Proprio perché si tratta di uno sforzo che vede tutti gli operatori impegnati verso un obiettivo comune, in uno scenario di mercato sempre più competitivo e fluido, l’indirizzo regolamentare deve essere quello di intervenire il meno possibile e, laddove si debba, privilegiando obblighi simmetrici, ovvero regole comuni che si applichino a tutti gli operatori”.

“In Italia, ha aggiunto in un passaggio successivo, ripreso da Ansa, serve uno sforzo di sistema, un ammodernamento delle regole che rimuova vincoli in eccesso in particolar modo in quelle aree del paese dove la competizione ha raggiunto e raggiungerà livelli elevati”.
Secondo Rossi inoltre, “occorre stimolare l’adozione dei nuovi servizi in fibra e lo smantellamento delle tecnologie obsolete”. “Solo così le reti di telecomunicazione, cuore pulsante della transizione digitale, potranno esprimere tutto il loro potenziale di crescita, consentendo all’economia europea di rimanere al passo con le altre principali aree economiche mondiali”, ha specificato.

Regolamentazione senza sconti

In questi anni in Italia c’è stata “una regolamentazione che non ha fatto sconti all’ex monopolista verticalmente integrato”, ha aggiunto ancora. “Lo dico con il massimo apprezzamento dell’operato del legislatore e dei regolatori italiani, ha precisato, ma intanto in altri paesi qualche sconto regolamentare ai ‘campioni nazionali’ è stato concesso”.