Il National Geographic licenzia gli ultimi giornalisti e saluta le edicole Usa

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Dal prossimo anno solo pubblicazioni digitali per il magazine, dal 2019 di proprietà di Disney

La crisi dell’editoria fa un’altra vittima. National Geographic, l’iconica rivista, tradotta in diverse lingue e pubblicata in numerosi paesi al mondo, smetterà di essere venduta in edicola negli Stati Uniti a partire dell’anno prossimo e sarà pubblicata solo in versione digitale.

Giornalisti licenziati

Lo scrive il Washington Post, sottolineando anche che il magazine ha licenziato quasi tutti il suo staff. Ad occuparsi dei contenuti editoriali ci saranno ora per lo più collaboratori freelance assieme ai pochissimi redattori rimasti.

“I cambiamenti di staff non avranno conseguenze sulla pubblicazione con cadenza mensile” ha detto alla Cnn un portavoce della rivista. “Anzi, ci renderanno più flessibili e ci permetteranno di raccontare storie diverse e raggiungere i diversi lettori che ci seguono sulle nostre tante piattaforme”.

Dal 2019 la rivista è di proprietà di Disney. E la decisione di eliminare le edicole dalla distribuzione è l’ultimo capitolo di quella che l’entertainment company ha definito “un’operazione di riorganizzazione” cominciata già dal 2022 con i primi licenziamenti.

La storia del magazine

La rivista ha una storia di oltre 135 anni. Era il 13 gennaio 1888 quando un gruppo di trentatré esponenti scientifici della città di Washington discusse sull’opportunità di costituire una società che si dedicasse alla diffusione e allo sviluppo delle conoscenze geografiche. Nacque così la National Geographic Society. Qualche mese dopo vide la luce anche il primo numero della rivista sotto forma di brochure scientifica. Il riquadro giallo in copertina, diventato quasi un marchio di riconoscimento,risale al 1910, mentre nel 1959 si decise di inserire in copertina anche una foto che avrebbe aiutato ad identificare il numero.
Sono numerose, ricorda Ansa, le copertine che in seguito hanno fatto storia. Nel 1927, ad esempio, il National Geographic pubblicò le prime fotografie a colori subacquee del mondo, in particolare i fondali della laguna delle Dry Tortugas, in Florida. Nel 1985 è la volta della celebre foto ‘Ragazza afghana’ di Steve McCurry – identificata solo nel 2002 come Sharbat Gula – che divenne il simbolo dei conflitti afgani degli anni ottanta.