L’aria che tira sui giornali. Il dopo-Silvio, fra testamento e futuro di Forza Italia

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Fibrillazione nelle redazioni dei giornali alla ricerca di titoli che dessero il senso e anche le possibili chiavi di lettura di una giornata del tutto particolare. E, per chi scrive, non è facile stabilire, in questo quasi devastante “scroscio” di notizie, quale potesse essere il corretto ordine di priorità. Perché, diamine, c’era da scegliere tra il tanto atteso testamento del Cavaliere e la quasi dichiarazione di guerra, poche righe al cianuro, che Palazzo Chigi aveva fatto alla magistratura, colpevole, secondo la premier Giorgia Meloni, di armeggiare più con la politica che con i codici.
E come sottovalutare – anche a questa notizia il Corriere della Sera dà rilievo – il guaio in cui sembra essersi messo Leonardo Apache La Russa, diciannovenne figlio del presidente del Senato, Ignazio La Russa, denunciato per aver violentato una ragazza di 22 anni, caso su cui la Procura di Milano ha deciso di attivarsi aprendo un’inchiesta affidata al pm Rosaria Stagnaro?

E infine, è forse da sottovalutare la notizia che l’Afd, Alternative Fur Deutchland, il partito neonazista tedesco caro a Matteo Salvini, ha fatto il pieno di voti in due paesi della Turingia e della Sassonia tanto che ora viene dato dai sondaggi quasi al 20% alle prossime elezioni generali, risultato che potrebbe mettere a repentaglio Spd e gli altri partiti di governo?
Ed è ora arrivato il momento per chi, come me, si è “alluvionato” in questa lettura, di tirare per quanto sia possibile ragionevoli somme. Punto primo, il testamento. Non ci sono state sorprese nel senso che, come era previsto, tutta la grande torta dell’eredità – salvo un bel po’ di milioni per il fratello Paolo, la quasi moglie Fascina e l’amico Dell’Utri – resta saldamente in mano ai cinque figli con poteri di assoluto rilievo, e Fininvest e Mediaset nelle mani di PierSilvio e Marina.

Resta invece il rebus di chi prenderà le redini di Forza Italia. Come il lettore ricorderà, Berlusconi non ha mai voluto
indicare il nome del suo successore e questo non è un problema da poco perché, senza un vero leader, il partito rischia di perdere peso, prestigio e soprattutto voti.
PierSilvio, il figlio prediletto, ha detto di non volerne sapere anche se ha tenuto a sottolineare un “per ora” che non ha chiuso tutte le porte. Però, con la campagna elettorale che sta diventando ormai rovente, una decisione dovrà pur essere presa per non gettare alle ortiche centinaia di migliaia di voti. Punto secondo: la quasi guerra dichiarata dalla premier alla magistratura non potrà non avere ripercussioni anche perché un “muro contro muro” non può rientrare negli schemi e nella logica di un partito che intende governare a lungo. E così è probabile che, da una parte come dall’altra, si farà di tutto per “smussare” gli angoli di un conflitto che, se perdurasse nel tempo, danneggerebbe politica e istituzioni. E da questo punto di vista sarà importante il ruolo di mediatore che potrà svolgere Mattarella, persona di grande equilibrio e che, in un recente passato, ha dimostrato di non apprezzare affatto lo strapotere a volte assunto dalle toghe.
E, terzo punto, non va per niente sottovalutato il crescente numero di consensi che, in Germania, sta avendo Afd, il partito tedesco a cui accennavamo prima e che considera Hitler “il più grande capo di Stato della storia moderna”.