Twitter corre ai ripari (e sfida WhatsApp): in arrivo le chiamate audio e video

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Twitter svela qualche dettaglio della nuova funzione.
Ma oltre alla crescita record di Threads, il social di Musk deve fare i conti anche con Spill, piattaforma creata da due suoi ex dipendenti

Sembrano sempre più vicine le chiamate e le videochiamate su Twitter. Dopo l’anticipazione che su questo fronte aveva dato a maggio Elon Musk nelle scorse ore la senior product designer della piattaforma, Andrea Conway, ha condiviso un post che lascia poco spazio ai dubbi.

Come funziona

Secondo le immagini, le chiamate audio e video – una sfida a WhatsApp e non solo – potranno essere lanciate dalla schermata di chat privata con un utente. L’interfaccia sembra simile all’app FaceTime di Apple.
Al momento non sono state fornite tempistiche di lancio, mentre sembra abbastanza probabile che la funzione dovrebbe essere appannaggio degli utenti paganti, abbonati a Twitter Blue.

La competizione con Threads

La novità arriva in un momento particolarmente teso per Twitter. Il social si trova infatti a fare i conti con Threads, la nuova piattaforma lanciata da Meta, di fatto molto simile al sito dei cinguettii.
In pochi giorni il nuovo arrivato – al momento non disponibile in Europa – secondo le stime di Quiver Quantitative, riprese da Ansa, ha acquisito più di 100 milioni di utenti, battendo il record di ChatGPT. Mentre contemporaneamente, il traffico su Twitter si è notevolmente ridotto nonostante gli utenti siano ancora circa 350 milioni.

Nuova sfida da Spill

Ma la lista degli sfidanti, nella quale oltre a Threads figurano anche Mastond e Bluesky, si è ulteriormente allungata, con Spill, piattaforma creata da ex dipendenti di Twitter. Lanciata a giugno, al momento con accesso solo a inviti, l’app conta 130mila utenti.
I co-fondatori di Spill sono Alphonzo ‘Phonz’ Terrell e DeVaris Brown, entrambi afroamericani, e scriveva qualche giorno fa il Time, hanno definito l’app come una “conversazione visiva alla velocità della cultura”.
Spill è stato “costruito attorno alla creazione di sicurezza per diverse comunità”, che i fondatori hanno definito “motori culturali”.
Sulla piattaforma sono approdate alcune celebrities americane black come l’attrice Keke Palmer e il musicista e produttore Questlove.