La7, nuova stagione tra novità e gruppo storico. Cairo: anche qui servizio pubblico

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Nel corso dell’ultimo anno (da metà settembre a metà giugno) La7 ha ottenuto il 3,6% nel totale giornata e il 4,8% in prima serata, posizionandosi al quinto posto tra le tv più viste, davanti a Raidue e Rete4. Sono alcuni dei dati emersi dalla presentazione dei palinsesti La7 a Milano.

L’intero sistema La7 (tv + digital su canali proprietari) raggiunge 10,2 milioni di spettatori ogni giorno, 25,3 milioni ogni settimana e oltre 38 milioni ogni mese, ovvero 2 italiani su 3. Tra tutte le tv generaliste, La7 è il secondo canale per ore di diretta, con in media oltre 11 ore di diretta quotidiana, nonché la prima Rete per ore di informazione, con quasi 14 ore al giorno dedicate a news e approfondimenti, ovvero un quarto dell’intera produzione informativa generalista. Eccellenti performance anche sui target pregiati.

Sui telespettatori laureati La7 si attesta al quarto posto nel totale giornata (sh 8,4%) e al terzo in prime time (sh 10,9%). Stesse posizioni anche sugli adulti appartenenti alla classe socio-economica più alta con il 7,6% nella giornata e il 9,7% in prime time.

Urbano Cairo e Salerno

Nuova stagione tra novità e gruppo storico

Il nuovo palinsesto di La7 per la stagione 2023/2024 conferma il gruppo storico della rete. Da Enrico Mentana a Lilli Gruber, passando per Giovanni Floris, Andrea Purgatori, Corrado Formigli, Diego Bianchi, Aldo Cazzullo, Licia Colò, Tiziana Panella. Tornano anche David Parenzo, Marianna Aprile, Luca Telese.
New entry Massimo Gramellini, con un doppio appuntamento il sabato e la domenica.

Durante l’estate La7 resterà accesa con i suoi programmi dal mattino al daytime fino alla sera con ‘In Onda’, condotto quest’anno da Marianna Aprile e Luca Telese che saranno al timone del programma fino a settembre.
Dall’autunno la trasmissione resterà poi in onda alla domenica sera in prima serata con la stessa coppia di conduzione.

Sempre nei mesi estivi, spazio anche alla sperimentazione con il primo programma nativo digital/televisivo derivato dalla dirompente esperienza di Intanto, il format che sulle piattaforme web del canale, dal primo gennaio ad oggi, ha raccolto ben 75 milioni di visualizzazioni. Saranno 4 speciali.
In primo piano resta l’informazione quotidiana del TgLa7 di Enrico Mentana. Il direttore della testata oltre alla conduzione dell’edizione delle 20 proporrà anche le sue ormai celebri #maratonementana nei momenti più cruciali per il Paese come, ad esempio, le elezioni europee fissate per giugno 2024.

L’access prime time sarà presidiato da ‘Otto e Mezzo’ di Lilli Gruber. Completa il palinsesto ‘diMartedì’ con Giovanni Floris, ‘Atlantide’ con Andrea Purgatori, la seconda edizione in 8 puntate di ‘Una Giornata Particolare’ di Aldo Cazzullo, ‘Piazzapulita’ di Corrado Formigli, ‘Propaganda Live’ con Diego Bianchi, Makkox e tutta “la banda”, e ‘Eden – Un pianeta da Salvare’ con Licia Colò.

I PALINSESTI NEL DETTAGLIO (pdf)

CS-Palinsesto-La7-2023_2024

Confermati anche gli appuntamenti giornalieri con ‘Omnibus’, condotto da Gaia Tortora e Alessandra Sardoni, ‘Coffee Break’ con Andrea Pancani, ‘Tagada’ con Tiziana Panella e l’appuntamento pomeridiano con la storia di ‘C’era una volta il Novecento’ con Alessio Orsingher e Luca Sappino, novità di quest’anno che viene confermata anche per la prossima stagione. Grande attenzione ai film con una particolare vocazione all’uso del cinema come lente per raccontare la realtà. Tra i titoli della stagione la prima tv di ‘Nuclear Now’ di Oliver Stone e ‘Worth – Il patto di Sara Colangelo’, oltre alla proposta di pellicole acclamate dalla critica come ‘The imitation game’ con Benedict Cumberbatch e ‘Promised land’ con Matt Damon. ‘Lingo’ come previsto farà la pausa autunnale. La7 tornerà con il preserale a gennaio 2024. Torneranno, infine, i grandi eventi di successo come la Ginnastica Ritmica, con tutto il suo fascino e le vittorie delle farfalle azzurre, nonché il Palio di Siena, corsa tra le più spettacolari al mondo e figlia di una tradizione secolare del nostro Paese che raccoglie sempre grandi ascolti (anche quest’anno sopra il 10% nel primo appuntamento del 2 luglio), nella telecronaca affidata a Pierluigi Pardo.

Dieci anni di gestione Cairo

Sono passati dieci anni o quasi dal primo ‘upfront’ de La7 con la gestione di Urbano Cairo, che aveva comprato l’emittente da Telecom qualche mese prima con una dote di 88 milioni, ma con la gestione annuale che era pesata sui conti complessivi del gigante delle tlc con un debito da 120 milioni nell’ultimo anno di gestione. “Mi meriterei di essere ricordato con una statuetta di polistirolo nella sede Telecom” ha ironizzato Cairo celebrando l’anniversario nella tradizionale conferenza stampa di presentazione dei palinsesti, come sempre accompagnato e supportato dal direttore Andrea Salerno. “Pensate quanti soldi ho evitato perdessero in questo decennio – ha aggiunto – se solo avessero continuato loro a gestire La7”.

Il presidente del Torino, di Cairo Communication e del gruppo Rcs, di cui è pure ad, ha cominciato così, partendo dalla situazione dei bilanci. Per dare bene l’idea di quale fosse stata l’impresa condotta. Sottolineando di avere ottenuto l’obiettivo di un sostanziale equilibrio della gestione del business televisivo, “senza clamorosi utili ma anche senza sanguinose perdite e senza licenziare nessuno” e aggiungendo piuttosto una sessantina di forze fresche all’organico, che ora ha superato le 500 persone.

Si è lodato per una politica di tagli e risparmi, “alla fine indolori” e che non ha influito sulla qualità della proposta editoriale. Anzi. “Abbiamo migliorato l’immagine della rete e l’abbiamo posizionata su target che piacciano molto ai pubblicitari” ha osservato Cairo.
Ricordando di averlo fatto disponendo sostanzialmente di una sola rete per competere (“senza aiuti, canoni, abbonamenti e tax credit”) con Rai, Mediaset e Sky.

Firme di qualità

Fatta questa premessa, Cairo ha poi sintetizzato quali fossero i punti fermi del prossimo palinsesto autunnale, aggiornando pure su quelle che sarebbero state le poche novità ma succose in una programmazione sempre all’insegna dell’approfondimento e – come ha rimarcato Salerno a Prima in margine all’evento – con un investimento forte sulla qualità delle firme coinvolte.

Se nella passata stagione era arrivato in tv dal Corsera Cazzullo (riconfermato con altre otto puntate di ‘Una giornata particolare’), in questa da registrare c’è il doppio appuntamento con Gramellini, in ‘fuga’ da Rai3, con un programma di approfondimento in prima serata al sabato, ma anche un un’intervista nella stessa fascia alla domenica prima di una puntata da seconda serata di ‘In Onda’.

Con questo mix di proposte La7 affronterà all’inizio della prossima stagione la nuova concorrenza di Nove con Fabio Fazio. Ma non è detto che l’impianto della serata domenicale rimanga sempre tale. “Siamo sempre in tempo per fare aggiustamenti in corsa, la nostra è una squadra con attitudini corsare, ci adegueremo nella maniera migliore al nuovo contesto” ha spiegato Salerno a Prima.

Andrea Salerno (Foto LaPresse)

Con David Parenzo alla mattina al posto di Myrta Merlino a l’’Aria Che tira’, in organico day time anche Alessandra Sardoni e Gaia Tortora, nonché Tiziana Panella, Luca Sappino e Alessio Orsigher, nella struttura sono consolidate le presenze di Lilli Gruber con ‘Otto e mezzo’ in access prime time e poi, in prima serata, Giovanni Floris con DiMartedì, Corrado Formigli con ‘Piazzapulita’, Diego Bianchi con ‘Propaganda Live’, Licia Colò con ‘Eden’. Nell’organico stabile anche Luca Telese e Concita De Gregorio, ovviamente Marianna Aprile (in pista tutta l’estate), nonché Andrea Purgatori con ‘Atlantide’, mentre da gennaio Formigli e Alberto Nerazzini proporranno il settimanale d’inchieste 100’ (centominuti). Ci saranno poi – sempre in tema approfondimento – le presenze speciali di Ezio Mauro e Alessandro Barbero, “che però potrebbero però risorse più strutturali dell’emittente” ha avvertito il direttore de La7, dopo che in estate ha già ben esordito Federico Rampini (confermato che il suo ‘Inchieste da fermo’).
La ciliegina sulla torta potrebbe essere Milena Gabanelli, incontrata e corteggiata anche negli ultimi giorni da Salerno e Cairo, ma ancora non convintasi a scendere in campo in maniera più decisa. “Se volesse tornare sarei l’uomo più felice del mondo”, ha detto Cairo su Gabanelli. “E’ una grande giornalista della carta stampata e della tv. Milena ha idee precise, deve essere lei a volerlo”.
Spina dorsale di tutta la proposta informativa, ovviamente, il TgLa7 di Enrico Mentana, sempre pronto a mobilitarsi per maratone e speciali.

Direttore ed editore hanno anche detto di volere intraprendere una politica più decisa per quello che riguarda la promozione di nuovi e giovani talenti. “La7 è una fabbrica che li aiuta a crescere, non abbiamo paura a mandarli in onda e valorizzarli” ha promesso Salerno.

Mentre a chi gli chiedeva se La7 non stesse giocando troppo cautamente in un telemercato scosso da tanti cambiamenti e con una Rai3 ampiamente destabilizzata, Cairo ha risposto che la rete non stava attuando alcuna strategia difensiva.
La concorrenza sempre più ‘pluralista’ di Rete4? “Gli altri continuano a riposizionarsi, ci avevano già provato nel 2018 prendendo la Palombelli” ha osservato. “Noi continuiamo nel nostro solco, implementando coerentemente la qualità della nostra offerta di approfondimento” ha aggiunto l’editore sul tema. Un errore compiuto in questi dieci anni? “Forse l’avere pensato che la programmazione de La7 potesse contenere anche un rotocalco di cronaca” ha detto l’editore nel botta e risposta conclusivo.
E inserendosi sul tema del mercato tv, in queste settimane particolarmente attivo, Cairo ha smentito che ci siano stati contatti tra La7 e Barbara d’Urso, il cui contratto con Mediaset scade a dicembre, e Lucia Annunziata, che lasciato Rai3. Per quanto riguarda Massimo Giletti, Cairo ha ribadito che si tratta di un professionista di grandi capacità e che per quel che riguarda lui i rapporti amichevoli tra loro sono rimasti inalterati. “Con noi ha fatto i primi 2/3 anni ottimi, poi come tutti i prodotti c’è un momento di lancio e poi di declino”, ha aggiunto. “Alla Rai sarebbe tutt’altro che una sòla”.

Novità in arrivo per La7d

“La7d non è la Cenerentola del gruppo. Ha avuto una piccola crescita per ascolti con numeri molto buoni”, ha spiegato Cairo, accennando a un progetto di rilancio. “Ha un potenziale enorme: “otrebbe raccogliere il doppio dell’audience e portare a casa 15 milioni di fatturato pubblicitario. Lo dico da qualche anno ad Andrea Salerno, direttore di rete ‘adesso devi fare la stessa cosa che hai fatto anche su La7d’. Salerno ha un progetto per La7d e credo faremo una conferenza ad hoc in tempi brevi, perché c’è un grande progetto”.

Urbano Cairo (Foto LaPresse)
Urbano Cairo (Foto LaPresse)

“Forse La7 avrà un po’ di canone”

“Siamo contenti di fare anche ‘servizio pubblico’, magari qualcuno un giorno se ne accorgerà e ci darà anche un pezzettino piccolissimo di canone”, ha commentato l’editore, Urbano Cairo, a proposito della forte presenza di programma di informazione soprattutto in diretta prodotta dalla rete. “Puntiamo molto sulla continuità dei programmi, che hanno successo e non vediamo perché non confermarli”, ha aggiunto.

(Foto LaPresse)

Scalare Mediaset? “Non sta né in cielo né in terra”

A margine della presentazione, Cairo ha commentato le voci che più volte, dopo la morte di Silvio Berlusconi, lo hanno accostato a Mediaset. “E’ una cosa che non sta né in cielo né in terra, non ho mai pensato neanche un secondo di scalare Mediaset”, ha detto a proposito dell’ipotesi.

“Anche dal punto di vista umano non avrei nemmeno pensato una cosa del genere. Rcs era scalabile perché sul mercato c’era una quota di circa il 60%, era contendibile, ma Mediaset non lo è”, ha puntualizzato.
Lasciandosi andare anche a qualche ricordo personale sui suoi trascorsi con l’ex Cav. “Ho avuto la fortuna di lavorare con Silvio Berlusconi per 4 anni come assistente diretto e altri 10 tra Publitalia e Mondadori, con un rapporto personale molto bello. Mi ha stupito il fatto che ad un certo punto ‘out of the blue’ sia uscita una notizia su Dagospia”, ha aggiunto, citando anche il riferimento a Walter Veltroni come ideatore del progetto. “Veltroni, che stimo molto, penso che tutto possa fare tranne che l’ideatore di un progetto simile”, ha aggiunto. In ogni caso, commentando la frase di PierSilvio Berlusconi secondo cui sarebbe Mediaset “a mangiare Rcs”, Cairo ha puntualizzato: “Lui l’ha detto dal suo punto di vista per carità, ma ho fatto un piccolo controllo: per le leggi italiane esistenti non è possibile per Mediaset scalare Rcs, ma è possibile il contrario. Non ci ho mai pensato neanche un secondo, ma la verità è questa”.

In politica? Mai dire mai

Urbano Cairo esclude al momento una sua discesa in campo nella politica. “E’ una cosa remota ma mai dire mai” ha detto ancora.

Diritti tv Serie A e Superlega

“L’asta per i diritti tv della Serie A credo che andrà molto meglio di quando ci si aspetta, con queste risorse si potrà investire sui giovani e sugli stadi. C’è la possibilità di recuperare posizioni”.

“Una Superlega araba? Non credo, per ora stanno pensando ad un loro campionato. Poi la Superlega ha fatto una fine non brillantissima”, ha detto ancora Cairo a chi gli chiedeva un commento sul tema della Superlega araba e del rischio concorrenza. “Ben vengano i sauditi – ha sottolineato Cairo – chi investe nel calcio, anche a livelli stratosferici, inietta risorse che possono essere reinvestite. Sono capitali importanti che entrano. E’ chiaro però che ci sono delle esagerazioni come in Cina e in Russia qualche anno fa”.

Bene la pubblicità

Uberto Fornara

Sul fronte pubblicitario, la raccolta del primo semestre di La7 ha registrato il segno più. “Il mercato pubblicitario ha avuto un andamento nel primo semestre discreto, abbastanza buono, abbastanza ‘flat’, con qualche punta migliore che riguarda la televisione e la La7”, ha commentato Cairo. “Siamo sul mercato attenti a valutare tutte le opportunità”, ha aggiunto. “Sono stato recentemente negli Usa a un incontro con i più importanti editori di testate nazionali e internazionali, di tv, di siti, di sistemi anche molto in salute negli Usa. I quotidiani locali invece lì erano 1.500 fino a 10-15 anni fa, ora circa 600 “, ha chiosato sul tema.