L’aria che tira sui giornali. Meloni con il sultano (e in Italia le solite questioni)

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Di lei si potrà dire tutto ma non che le manchino fiuto politico e capacità di cogliere al volo occasioni propizie. E così è accaduto anche al mega summit dell’alleanza atlantica di Vilnius che è servito alla premier per un abbocco di un’ora a porte chiuse con Erdogan, il gran sultano di Ankara che, per gli equilibri dell’area mediterranea oggi minacciata da inarrestabili flussi di immigrazione, ha un grande peso. Ed è probabile che qualcosa possa aver portato a casa perché solo la Turchia – altro che la “fuffa” degli eterni ma improduttivi conciliaboli di Bruxelles – è in grado di “arginare” fenomeni che paesi come la Libia non sanno o non vogliono nemmeno affrontare.
E non è da escludere che, in cambio, la premier abbia offerto al sultano tutto il suo appoggio perché la Turchia possa far parte della Ue e del suo lucroso mercato.

Ma poi accade che la Meloni debba tornare in Italia e affrontare invece “spiccioli” di problemi che non potranno essere ancora a lungo tenuti in frigo.
Il primo è quello della Santanchè, un ministro su cui pende una mozione di sfiducia che ancora attende di essere “calendarizzata” anche perché la premier attende di sapere se la Procura – per bancarotta e altro – intenda inviarle “un avviso di garanzia”, segnale tangibile di una magistratura che, carte alla mano, non pare credere alla versione dei fatti data dalla Santanchè nel suo intervento al Senato. E, in attesa che ciò avvenga, anche tra i partiti della maggioranza pare emergere, scrive il Corriere della Sera, disagio e imbarazzo perché “non possiamo passare l’estate a parlare di questioni giudiziarie perché si rischia di offuscare le cose che stiamo facendo per gli italiani”, ha dichiarato oggi il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, rappresentando in qualche modo anche il “disagio” di senatori e deputati.
E non è finita qui, perché anche il caso del figlio del presidente del Senato, La Russa, accusato da una 22enne di aver subito violenza, pare ormai entrato, dopo gli interrogatori della vittima, nel ciclone giudiziario insieme al caso Delmastro su cui i pm sono tornati ad indagare. Nessuno dubita nella maggioranza che la premier riuscirà, in un modo o nell’altro, a superare o almeno ad arginare questi “impicci” ma il tempo passa, anzi corre e bisogna pur fare qualcosa perché i giornali ricomincino a parlare finalmente d’altro. Anche perché persino i lettori si sono ormai rotti le
scatole della vicenda della Santanchè e di quella di Apache Larussa.