Salvini, Michetti e Meloni (Foto LaPress)

L’aria che tira sui giornali. Meloni vincente, ma farebbe bene a guardarsi le spalle

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Una ferrea norma del cerimoniale prevede che il Capo dello Stato, quando va a presiedere incontri o cerimonie, debba fare un percorso in linea retta che non preveda angoli o incroci da cui potrebbero sbucare all’improvviso male intenzionati, come è cura dell’apparato di sicurezza garantire che, nella sala, la fila delle poltrone che stanno alle sue spalle siano occupate da persone già identificate. Per questo i sopralluoghi nella sala e l’elenco degli invitati che siederanno nelle prime file vengono fatti con settimane d’anticipo dal personale del Quirinale.
Per un Presidente del Consiglio non sono state invece mai utilizzate simili certosine precauzioni: ha i suoi agenti di scorta e questo gli deve bastare.

Tutto questo preambolo per dire che l’attuale premier deve pensare a muoversi con molta cautela perché non è da escludere che da qualche stanza o vincolo o partito alleato possa spuntare qualcuno che voglia metterla in difficoltà e, in qualche modo, indebolire quella che fine a ieri era la sua incontestata leadership. E, venendo al sodo, non c’era ormai giorno in cui la Lega di Salvini non sollevasse dubbi e perplessità sul modo con cui la Meloni aveva gestito prima il caso Santanchè e poi quello del figlio di Larussa con un plateale attacco anche alla magistratura che non solo il partito di Salvini ma anche Forza Italia non avevano per niente digerito.

Ed ecco allora la premier che, sentendo odore di trappola, cambia subito spartito annunciando – ed è cronaca di oggi – che il caso Santanchè “debba seguire il suo corso” e che Lei “non avrebbe mai reagito come il Presidente del Senato” quando è esploso sui giornali il caso di Apache e della ragazza violentata verso la quale – ha messo bene in chiaro oggi – “ va tutta la mia solidarietà”. Con l’aggiunta non irrilevante che avrà quando prima un incontro con il Capo dello Stato che non potrà che essere, su questo e altro, chiarificatore.

E molto probabilmente lo sarà perché la Meloni non ha alcuna intenzione di dare spazio o pretestuosi appigli ai suoi alleati che, ad un passo dall’inizio della campagna elettorale, non perdono occasione per togliere e autorevolezza a Palazzo Chigi. Però non sarà un’impresa facile per almeno due ragioni. La prima è l’incontestabile successo che la premier e solo la premier continua ad avere in tutti i sondaggi, tanto che, se cadesse lei, rischierebbe di cadere tutta l’impalcatura del centro destra. La seconda è che, secondo i risultati dei sondaggi, lei ha una marcia in più rispetto a tutti i Salvini che gli stanno intorno. Ma ciò non vuol dire che non debba tenere gli occhi bene aperti.