Top ceo B2C più seguiti su Linkedin. I manager pubblicano meno post ma hanno maggior engagement

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Per il quarto anno il Social CEO Lab di Pubblico Delirio ha pubblicato il suo report annuale sulla comunicazione su LinkedIn dei CEO delle grandi aziende che operano in Italia.

Da questa edizione il panel si concentra sul Business to Consumer e, con l’allargamento del numero di studi di terze parti a partire dai quali vengono selezionate le aziende con la miglior reputazione, porta a 288 le imprese monitorate. L’83% di queste ha un leader apicale presente su LinkedIn.

Tanti i settori rappresentati nella Top 50, aggiornata al 5 luglio 2023: il Finance si conferma il più presente insieme all’Automotive con otto manager, seguiti da Food&Beverage, Tech e Retail con cinque e il Pharma con tre. Resta bassa la presenza femminile, con quattro donne CEO in classifica.

I 10 SOCIAL CEO B2C PIÙ SEGUITI SU LINKEDIN NEL 2023

Il podio resta invariato rispetto al 2022: in pole position l’inespugnabile Stephan Winkelmann di Automobili Lamborghini con 228.000 follower, di cui 107mila nuovi, seguito da Luca De Meo di Renault Group (142.700, +48.800) e Nerio Alessandri di Technogym (115.000, +45.200). I tre leader tengono a distanza Claudio Domenicali di Ducati (88.600, +58.500), che guadagna ben 7 posizioni. Dopo di lui, sale di due Cristina Scocchia di illycaffè (87.100, +45.400). I primi cinque trainano la media dei follower dei trenta CEO più seguiti, portandola a quota 42.900: 13.600 in più rispetto a luglio 2022. In salita di di quattro anche Bartolomeo Rongone di Bottega Veneta (52.100, +21.400), mentre perde due posizioni Corrado Passera di Illimity Bank (47.400, +1.700), ancora davanti a Claudio Descalzi di Eni (46.300, +5.100). Sale di cinque Gabriele Benedetto di Telepass (39.700, +17.000) entrando nei dieci in 9° piazza. Chiude la Top 10 una new entry: Giorgio Santambrogio del Gruppo VéGé (38.600).

TOP 50: L’ESPLOSIONE DEI COUNTRY MANAGER

In 11° e in 23° posizione i due manager che percentualmente hanno raccolto più nuovi follower: Pietro Innocenti di Porsche Italia che negli ultimi 12 mesi ha conquistato l’85% dei suoi follower, salendo così di quaranta gradini, e Melissa Ferretti Peretti di Google Italia che ha fatto ancora meglio, con l’87% di follower e con ottantatre scalini in più. In grande crescita anche Elena Goitini di BNL – BNP Paribas Italia e Giannalberto Cancemi di Leroy Merlin Italia, che guadagnano entrambi tredici posizioni fino alla 12° e alla 16°. Veloce scalata anche per Luigi Ferraris di Ferrovie Dello Stato che passa dalla 59° alla 21° piazza e, più indietro, di Marco Travaglia di Nestlè Italia che entra nei cinquanta grazie al 76% di nuovi follower e a settantanove posizioni in più.

A prescindere dal settore, l’elemento “novità” sembra essere il fil rouge di queste veloci crescite” – commenta Stefano Chiarazzo, fondatore di Pubblico Delirio e autore per FrancoAngeli del libro Social CEO. Reputazione digitale e brand advocacy per manager che lasciano il segno – “Chi è nel proprio ruolo e su LinkedIn da molto tempo e non è in grado di rinnovarsi e di tenere alti impegno e attenzione perde posizioni in classifica. I nuovi incarichi o l’aumento dell’investimento in risorse sulla piattaforma fanno invece crescere aspettative, attenzione e, di conseguenza, anche il seguito”.

Se i maggiori incrementi riguardano figure territoriali come i Country Manager, vanno segnalati anche i risultati di quattro Group CEO: Andrea Orcel di UniCredit (14°, +7), Pietro Labriola di TIM (15°, +4), Remo Ruffini di Moncler (17°, +5) e Giovanni Caforio di Bristol Myers Squibb (26°, +5). Group CEO che sono numericamente più del doppio dei Country Manager in Top 50: ventisette contro tredici. Molti meno i Regional Manager e i Founder & CEO.

NUOVI INCARICHI E NUOVA METODOLOGIA: TANTE LE NUOVE ENTRATE

Recenti passaggi di consegne hanno privato la classifica del Social CEO Lab di nomi come Giampaolo Grossi di Starbucks Italia, Francesco Starace di Enel Group e Francesco Pugliese di Conad. Grazie ai nuovi incarichi entrano invece Fabrizio Palermo di Acea (18°), Andrea Guerra di Prada Group (23°), Gianluca Di Tondo di Barilla Group (34°) e Vincenzo Esposito di Microsoft Italia (49°). L’allargamento del panel B2C ha poi portato diverse new entry: Davide Grasso di Maserati (25°), Adriano Accardo di TikTok Southern Europe (29°), Diego Cavallari di Acer Italy, Greece & Malta (31°), Enrico Galasso di Birra Peroni (32°), Benedetto Levi di Iliad Italia (37°), Marcello Albergoni di LinkedIn Italia (41°), Radek Jelinek di Mercedes-Benz Italia (47°) e Alessandro Araimo di Warner Bros. Discovery South Europe (48°, 7.629).

PIANI EDITORIALI DEI TOP 30: MENO POST, PIÙ COINVOLGIMENTO

La frequenza di pubblicazione dei leader attivi nel periodo marzo-giugno 2023 è scesa a 4 post al mese, rispetto ai 5,8 dello stesso periodo del 2022. “In parte, il dato era trainato da Pugliese di Conad, attivissimo con 31 post al mese tra pubblicazioni e condivisioni” – riporta Chiarazzo – “Il grande salto sembra però evidenziare come in tanti stiano optando per un numero minore di contenuti”. Non mancano piani editoriali più strutturati come quello di Stephan Winkelmann, il più attivo con una media di 13,8 pubblicazioni davanti a Giorgio Santambrogio con 11,3. Poi Fabrizio Gavelli di Danone Nutricia Italy & Greece, Nerio Alessandri e Claudio Domenicali che postano rispettivamente 8,3, 7,5 e 6,3 volte al mese. Inattivi invece nei quattro mesi Fabrizio Palermo e Andrea Guerra.

Cala la media di post mensili ma sale l’engagement rate medio dei Top 30 dal 2,2% di un anno fa al 2,5%, con punte altissime di tre manager con meno di 2 post pubblicati al mese: Giovanni Caforio di Bristol Myers Squibb con il 10,8%, Alessandro d’Este di Ferrero Italia 9,2% e Davide Grasso di Maserati 6,9%. “In questi casi, l’uso sporadico di LinkedIn rende ogni post un “evento” che alza l’attenzione, innesca la partecipazione e eleva le aspettative verso la successiva da parte della propria community interna ed esterna”, spiega Chiarazzo. Se nel suo miglior post del quadrimestre Caforio annuncia il nuovo COO e suo futuro successore nel ruolo di CEO, D’Este celebra la reputazione di Ferrero tra le migliori al mondo secondo la classifica RepTrak 2023, mentre Grasso annuncia la nuova e attesissima Maserati GT2. Insomma, “Poche “milestone” davvero identitarie, rilevanti e attese attivano immedesimazione, senso di appartenenza e advocacy della propria rete”.

TEMATICHE DEL 2023: SUCCESSI AZIENDALI E IMPEGNO SOCIALE

Foto di qualità, interviste sui Top media, racconti in prima persona. I post con più interazioni sono appannaggio di tre dei primi cinque leader con più follower. Winkelmann con il lancio della rivoluzionaria Lamborghini Revuelto ha totalizzato 32.800 interazioni tra reazioni, commenti e condivisioni. Scocchia con la sua riflessione sull’empowerment femminile e sulla parità di genere guadagna 5.300 interazioni. De Meo con il suo test drive della nuova Renault 5 ne raccoglie 5.200.

Più in generale, dall’analisi dei profili LinkedIn dei Top 30 delle aziende Business to Consumer emerge che a essere maggiormente premiati sono i post con contenuti relativi a quattro driver reputazionali del modello RepTrak: Prodotti particolarmente attesi e innovativi, Performanceche rispettano le promesse agli stakeholder, l’impatto sociale e ambientale positivo dei programmi di Cittadinanza d’impresa e l’impegno per il benessere delle persone sul Luogo di lavoro, anche attraverso la promozione di diversità, inclusione e parità di genere.

BUONE PRATICHE: PERSONE AL CENTRO COME IMPLICITA CALL TO ACTION

Concretezza, risultati, racconti ma anche call to action. Analizzando gli stili di comunicazione dei CEO monitorati dal 2020 dal Social CEO Lab, è in aumento la pubblicazione da parte dei Reporter e dei Supporter di immagini e video che ritraggono i manager e le loro persone per aumentare l’immedesimazione sia dei dipendenti che degli stakeholder esterni, anche se non manca da parte dei Thought leader il ricorso ad inviti diretti da parte dei manager di partecipare al dibattito su tematiche calde per il proprio settore. Non spaventa la lunghezza dei post, anzi: algoritmo e persone premiano i testi medio-lunghi su tematiche utili e ad alta ispirazione, suddivisi in paragrafi e accompagnati da pochi ma essenziali tag e hashtag (in media tre/quattro per post) per valorizzare ed evidenziare le parole chiave.